English
Translation
Origin
of La Caccia
Alle Streghe
Tutte
le religioni
hanno un lato
rispettabile
e uno manchevole.
Non dobbiamo
piu' spezzare
ciascuno gli
idoli dell'altro;
ma guidare
dolcemente
gli uomini
fuori dall'idolatria.
I libri sacri
di tutte le
nazioni in
tutti i tempi
sono stati
collezioni
di favole.
(Eliphas Levi)
LA
CACCIA ALLE
STREGHE
SINTESI
DI UN GENOCIDIO
alateus
PARTE
I - PRIMA
DEL MASSACRO
§ 01
- FISSIAMO
I LIMITI
Trattando
di "caccia
alle streghe"
molti autori
tendono ad
allargarsi,
nel corso
delle loro
esposizioni,
per considerare
come argomenti
connessi e
pertinenti
anche:
• la
caccia agli
eretici (ebrei
e marrani,
catari, valdesi,
ecc.)
• le
ossessioni
• le
possessioni
demoniache
• i
riti satanici
• e
quanto altro
ha avuto attinenza
con i momenti
piu' oscuri
della storia
del cristianesimo.
Per vari motivi
di brevita'
e di sintesi
espositiva
in queste
pagine si
tratta unicamente
delle "streghe"
e del martirio
che hanno
dovuto subire
durante i
tre secoli
che vanno
dal 1400 al
1700.
Il periodo
compreso tra
1400 e 1700
e' quello
solitamente
indicato dagli
storici come
il "tipico
periodo"
nel quale
sono stati
operati dalla
chiesa i grandi
massacri a
danno dei
suoi nemici
o presunti
tali, anche
se questo
non e' sostanzialmente
esatto, trattandosi
di limiti
posti per
esigenza e
comodita'
di studio.
In realta'
la persecuzione
delle streghe
si e' manifestata,
seppure in
tono minore,
gia' a partire
dall'alto
Medioevo ed
e' continuata
ben oltre
il 1700.
Nel
testo non
vengono trattati
i casi di
"possessione
demoniaca",
verificatisi
in alcuni
conventi (come
quello delle
Orsoline di
Loudun), che
altro non
sono che esasperate
turbe sessuali
di povere
disgraziate
condannate,
dalle loro
famiglie,
a consumare
la loro esistenza
tra le mura
di un convento;
inoltre e'
stato omesso
anche l'episodio
inerente le
"Streghe
di Salem"
perche' gia'
trattato in
altra pagina
di questo
sito, e anche
per limitare
l'esposizione
a quanto avvenuto
nei soli paesi
europei.
Sempre
su questo
sito potete
consultare:
* I. E. Ferrario
- Triora,
la Salem d'Italia.
* A. C. Marturano
- Streghe
e stregoni
nel medioevo
russo.
* E. Dall'Aglio
- Il Giullare
e le Streghe.
* G.T. Garella
- Storia della
Stregoneria
negli U.S.A.
In questa
PARTE I, prescindendo
dalla furia
omicida del
cristianesimo,
cerchiamo
di definire,
a grandi linee,
chi e cosa
si intendeva
per strega
prima del
1200-1300.
§ 02
- LA STREGA
ANTICA
Prima
di addentrarci
nella storia
del genocidio
delle streghe
e' quindi
necessario
puntualizzare
bene la natura
e le caratteristiche
di questi
singolari
ed inquietanti
personaggi.
Per comodita'
di esposizione
conveniamo
di indicare
come "strega"
sia i soggetti
femminili
che quelli
maschili (maghi,
negromanti,
stregoni,
....); questa
e' una convenzione
generalmente
accettata,
tenuto conto
che il massacro
avvenuto tra
il 1400 ed
il 1700 ha
colpito in
massima parte
soggetti di
genere femminile;
utilizziamo
quindi il
termine strega
in senso neutro.
La
strega e'
una figura
senza tempo
che si puo'
far risalire,
se non alla
preistoria,
certamente
alla protostoria.
Comunque non
e' necessario
spingersi
tanto lontano;
basti ricordare
alcune famose
streghe che
la cultura
e la letteratura
antica ci
hanno tramandate
quali Medea,
Circe, Canidia,
Panfila, Ecate,
Diana ed altre
dai fantasiosi
e impossibili
poteri.
E' stato affermato
da piu' parti
che:
"la strega
fa paura solo
a chi ci crede"
questa
affermazione
lascia supporre
che, da un
punto di vista
razionale,
la strega
possa essere
stata una
figura del
tutto negativa,
una parassita
nel contesto
sociale dei
tempi passati.
Si deve però
poi prendere
in considerazione
anche l'altra
comune asserzione:
"la strega
e' stata una
figura temuta
ma ovunque
ricercata"
e
cio' fa pensare
che, malgrado
le incredibili
sciocchezze
addebitate
a questa singolare
figura, qualche
funzione positiva
puo' comunque
esserle attribuita.
Occorre
pertanto vedere
come operava,
dove e cosa
faceva realmente
una strega
prima della
grande strage
e prima che
il clero l'accusasse
di quelle
attivita'
ignobili,
collegate
alla figura
del Diavolo,
che il clero
stesso aveva
inventato
a giustificazione
del proprio
abominio.
Un'altra affermazione
che puo' lasciare
il lettore
perplesso
ma che deve
essere accettata
- seppure
con riserva
- e' che:
"la strega
era fondalmente
onesta e credeva
in buona fede,
pur sbagliando,
in cio' che
faceva e nei
suoi illusori
poteri"
L'affermazione
trova una
sua giustificazione
se si esamina
in particolare
quelle che
erano le sue
attivita'
e l'ambito
in cui operava.
La
strega e'
stata una
figura tipicamente
rurale, contadina;
era presente
ed operava
nelle campagne,
vivendo isolata
nei boschi
o ai margini
di piccoli,
sovente miserabili
villaggi.
Le streghe
di citta'
potrebbero
sembrare un'eccezione
ma in realta'
anch'esse
appartenevano
alla stessa
categoria.
Molte di esse
avevano abbandonato
la campagna
e scelto di
vivere nell'ambito
cittadino
spinte dalla
fame, alla
ricerca di
un quotidiano
e precario
pezzo di pane.
In citta'
praticavano
oltre alla
loro arte
anche la prostituzione,
sino a quando
l'eta' lo
permetteva;
si insediavano
normalmente
nei bassifondi
a contatto
con la feccia
cittadina,
preparando
e vendendo
prodotti medicamentosi,
filtri d'amore,
unguenti cosmetici,
prodotti abortivi
ed anche quei
veleni che
la societa'
di allora
usava spesso
e volentieri.
Sia
in campagna
che in citta'
si puo' dire
che la strega,
(a volte detta
anche: lammia,
masca, bagiura),
operasse in
due ben specifici
settori:
• la
magia bianca
• la
magia nera
§
03 - LA SCUOLA
DELLE STREGHE
Streghe
non si nasce,
si diventa.
Affermazione
abbastanza
scontata che
pero' lascia
intuire quello
che doveva
essere il
tirocinio
di un'aspirante
strega.
In
linea di massima
l'arte veniva
trasmessa
da madre a
figlia o da
strega-maestra
a strega-apprendista,
mediante lunghi
anni di apprendimento
e di pratica.
Anzitutto
occorreva
acquisire
una buona
conoscenza
sulle virtu'
di varie erbe,
muffe, funghi,
minerali e
sostanze varie.
Bisognava
imparare a
procurarsi
le materie
prime, raccogliendo
le erbe necessarie
nella giusta
stagione,
quando esse
maturavano
pienamente
le loro qualita'
medicinali,
venefiche,
soporifere
o allucinogene.
Occorreva
apprendere
l'arte di
essicarle
e conservarle
con particolari
accorgimenti
affinche'
non perdessero
le loro proprieta'.
Bisognava
imparare a
dosarle, miscelarle
in giusta
misura con
altri componenti,
per preparare
decotti, filtri,
pomate, veleni,
unguenti ed
elisir destinati
a produrre
specifici
effetti.
Di fatto la
strega, senza
rendersene
conto, alcune
volte riprendeva
antiche ricette,
alcune delle
quali forse
risalenti
a Galeno,
ottenendo
parecchi di
quei prodotti
medicinali
che oggi vengono
acquistati
in farmacia
come "specialitá".
Per
fare cio'
le streghe
disponevano
di "Libri
Magici"
(vedi §
26) che erano,
allo stesso
tempo, raccolte
di ricette
mischiate
a formule
magiche per
esercitare
taluni incantesimi.
Questo lascia
supporre che
alcune streghe
sapessero
leggere, se
non scrivere,
e questo,
a volte, le
poneva su
di un piano
culturale
e di conoscenza
superiore
a quello di
certuni sprovveduti
che le perseguitavano.
Tutte le streghe
"credevano"
nella loro
arte e la
esercitavano
con convinzione
ed in buona
fede,
anche
quando si
trattava di
improbabili
magie o incantesimi
privi di effetto;
tutto questo
a prescindere
da fantasiosi
patti col
Diavolo che
furono un'invenzione
della chiesa
e dei suoi
sicofanti
a soli fini
persecutori.
§
04 - LA MAGIA
BIANCA
Scopo
fondamentale
della magia
bianca era
quello di
dare la guarigione
(o almeno
dare sollievo)
ai vari e
piu' comuni
malanni e
alle infezioni
cutanee allora
assai comuni,
viste le discutibili
abitudini
igieniche
di quei tempi.
Tutto
questo veniva
realizzato
dalla strega
seguendo antichissime
ricette, a
volte manoscritte,
risalenti
alla notte
dei tempi,
tramandate
da madre a
figlia o da
maestra ad
apprendista.
Erano sostanzialmente
ricette, collaudate
dal tempo,
a base di
erbe e di
radici che
le streghe
raccoglievano
e trattavano
con la competenza
a loro tramandata,
trasformandole
in pozioni,
decotti, impiastri,
unguenti che
"di solito
funzionavano".
Ed
e' proprio
il fatto che
di solito
funzionassero
a far credere
alle streghe,
in tutta buona
fede, di essere
in possesso
di "particolari
poteri"
che poi pensavano
di poter esercitare
in altre occasioni,
con altri
mezzi e con
risultati
del tutto
illusori,
come accadeva
nell'ambito
delle attivita'
di magia nera.
Una
cosa deve
essere chiara
e scontata:
le streghe
riconoscevano
le piu' comuni
malattie e
preparavano
gli specifici
rimedi con
gli ingredienti
piu' adatti
suggeriti
dai loro tradizionali
ricettari,
pero' ignoravano
completamente
quali erano
i principi
terapeutici
attivi contenuti
negli ingredienti
stessi.
Oltre
a cio' erano
in grado di
curare le
fratture degli
arti (conciaossa),
medicare ferite,
assistere
le partorienti
(mammane)
quando nei
villaggi mancava
la levatrice
"patentata".
Resta
il fatto che
in una societa'
dove era proibito
agli ebrei
ed alle donne
di praticare
la medicina,
qualche rischio
lo correvano,
a volte, con
tragiche conseguenze.
Malgrado cio'
la loro conoscenza
sulla virtu'
delle erbe
poteva, in
certi casi,
conferire
loro qualche
riconoscimento
ed un occhio
di riguardo
quando erano
costrette
a mendicare
per sbarcare
il lunario.
Occorre
tenere presente
che la miseria
diffusa e
generalizzata
del mondo
contadino
non permetteva
grandi retribuzioni
in cambio
dei loro rimedi;
sovente dovevano
accontentarsi
di un po'
di latte,
una scodella
di minestra,
qualche fetta
di pane ed
altre modestissime
mercedi.
Mancando nelle
campagne qualsiasi
assistenza,
la loro capacita'
di guaritrici
le poneva
come punto
di riferimento:
temute quindi
ma all'occorenza
ricercate.
Altre
attivita'
che generalmente
si fanno rientrare
nell'ambito
della magia
bianca potevano
essere:
• la
preparazione
di filtri
d'amore, che
se non funzionavano
non facevano
neanche male;
• predire
il futuro;
• propiziare
con formule
e riti magici
l'ottenimento
di certi benefici;
• fare
sortilegi
benigni e
confezionare
amuleti e
talismani
per proteggere
una persona
dalla malasorte,
dagli infortuni,
dalle malattie;
• propiziare
l'avverarsi,
in vita, della
felicita'
e dei piaceri
che i preti
promettevano
solo da morti
e a coronamento
di una vita
di stenti;
• preparare
prodotti di
bellezza,
cosmetici.
Tutto cio'
con il consueto
corollario
di riti e
formule magiche
che se nulla
aggiugevano
all'efficacia
del rimedio,
avevano il
pregio di
enfatizzare,
illudere ed
ispirare un
reverenziale
timore nella
mente degli
sprovveduti
clienti.
Ad esempio:
ecco una formula
magica che
accompagnava
la frizione
della pelle
con un unguento
specifico:
moetas naeta
daries dardaries
asiadaries
una naeta.
Ma
il timore
della gente
diveniva palpabile
quando la
strega esercitava
i suoi presunti
poteri di
magia nera.
§ 05
- LA MAGIA
NERA
Comprendeva
quel complesso
di prodotti,
di attivita'
e di rituali
che venivano
richiesti
alla strega
allo scopo
di vendicarsi,
recare danno
o provocare
la morte di
una terza
persona.
Nel fare cio'
la strega
si attribuiva
(e il mandante
le attribuiva)
il possesso
di poteri
misteriosi
e sovrannaturali,
sovente legati
ad aspetti
misterici
di qualche
culto di antiche
divinita'
pagane.
Sovente
il ritenere
di avere questo
potere era
dovuto a suggestioni
ed all'uso,
non cosciente,
di sostanze
allucinogene,
come indicato
al §
28.
Nell'ambito
della magia
nera, le uniche
possibilita'
reali di compiere
malefici,
che le streghe
potevano esercitare,
erano quelle
legate alla
produzione
di veleni,
sonniferi
ed altri prodotti
dannosi, sfruttando
in negativo
la loro conoscenza
delle particolari
proprieta'
delle erbe
e di altre
semplici sostanze.
Nondimeno
la credenza
e la superstizione
popolare attribuivano
alle streghe
ben altri
poteri che
le streghe
medesime si
guardavano
bene dallo
smentire per
motivi abbastanza
comprensibili:
• di
utilita' personale
e desiderio/necessita'
di guadagno
• perche'
esse stesse
erano convinte
di possedere
tali poteri
• perche'
il senso di
timore con
cui venivano
considerate
costituiva
per loro una
specie di
protezione.
E a questo
proposito,
anche se e'
molto probabile
che si sia
verificato,
non si rammentano
casi di streghe
uccise da
un singolo
individuo.
Prima della
grande strage
le streghe
assassinate
furono prevalentemente
vittime di
esecuzioni
collettive,
linciaggi
dovuti alla
collera popolare
a fronte di
eventi dannosi
ed inspiegabili
quali epidemie,
moria estesa
del bestiame,
grandiosi
incendi e
cose simili.
Tra le tante
capacita'
malefiche
che solitamente
si attribuivano
alle streghe
dell'antichita',
elenchiamo
alcune delle
piu' comuni:
• far
morire una
persona trafiggendo
un pupazzo
di cera o
di panno contenente
parti personali
delle vittima
designata:
capelli, unghie,
saliva, orina,
ecc.
• provocare
malattie nei
bambini con
incantesimi
e rituali
magici
• la
preparazione
di filtri
d'odio
• far
cadere la
grandine sulla
proprieta'
della vittima
• provocare
un incendio
nella casa
della vittima
• provocare
un naufragio
• generare
la sterilita'
in una donna
• generare
l'impotenza
in un uomo
facendo opportuni
nodi su di
una striscia
di cuoio
• provocare
la moria del
bestiame
• gettare
il "malocchio"
recitando
determinate
formule
• trasformare
un uomo in
bestia facendogli
mangiare un
"formaggio
stregato"
• ed
altre fole
del genere.
In qualche
occasione
alcune di
queste "magie"
potevano funzionare
se si aveva
l'accortezza
di far sapere
alla vittima,
indirettamente
ed in gran
segreto, che
un maleficio
era stato
pronunciato
su di lui.
Paura e turbamento
psichico in
anime semplici
ed ignoranti
potevano provocare
quegli effetti
che la sola
magia non
avrebbe mai
potuto realizzare.
Un modo alquanto
singolare
di generare
la grandine
sul campo
della vittima
era quello
di recarsi
su di un rilievo
di terreno,
prossimo a
quello da
devastare,
scavare un
buco, orinarci
dentro e poi
disperdere
il liquido
in aria con
un ramoscello
di nocciolo
recitando
speciali formule
magiche (!!).
§ 06
- LA SOCIETA
DI DIANA
Su
questa misteriosa
affiliazione,
che avrebbe
raggruppato
intorno a
se' un gran
numero di
streghe, si
e' scritto
molto ma,
a conti fatti,
le informazioni
che si hanno
non sono sufficienti
a dimostrarne
la reale esistenza.
Anzi il contrario.
Si
suppone che
all'origine
fosse una
societa' segreta
femminile,
una societa
di "Bonae
Foeminae"
e cioe' di
guaritrici
esperte nell'arte
della magia
bianca, solite
riunirsi di
notte nei
boschi per
celebrare
particolari
cerimonie
di natura
mai definita.
Alcuni
autori sostengono
che questa
credenza sia
derivata da
un'antica
leggenda di
ceppo celtico
che poneva
a capo delle
affiliate
una certa
Morrigan:
la Grande
Madre. Nell'antico
mondo romano
Morrigan venne
sostituita
con Diana,
ritenuta oltre
che dea della
caccia, anche
dea della
fertilita'.
Queste
riunioni notturne
erano anche
dette "Gioco
di Diana"
e, se pure
improbabili,
ispirarono
agli inquisitori
della grande
caccia la
successiva
morbosa fantasia
del sabba.
Implacabili
nella loro
furia distruggitrice
i preti sostituirono
alla figura
di Diana quella
di Salome',
raccontando
ai creduloni
che quando
la testa di
Giovanni il
Battista fu
presentata
alla figlia
di Erode su
di un piatto,
dalle fauci
del decollato
comincio'
ad uscire
un vento fortissimo
che la sollevo'
per aria e
da allora
l'infausta
tapina si
trova costretta
ogni notte
a volare,
da mezzanotte
al canto del
gallo.
La fede nel
"vero
Dio"
dei cristiani
si alimenta
anche di queste
cose!
§
07 - SISTEMA
ACCUSATORIO
Uno
dei motivi
per cui, nell'antichita',
le streghe
furono assai
poco perseguitate,
puo' anche
essere ricercato
nel funzionamento
dei tribunali
che allora
operavano
in base al
principio
del sistema
accusatorio.
Questo sistema
di procedura
penale, derivato
dal diritto
romano, rimase
in vigore
presso quasi
tutti i tribunali
europei sino
al 1200 o
poco oltre.
Il
sistema accusatorio
richiedeva
la formulazione,
da parte di
un soggetto
(attore) o
dei suoi aventi
causa, di
una puntuale
accusa pubblica
giurata e
l'onere di
sostenere
tale accusa
in giudizio,
nonche' fornire
prove e testimonianze
utili a dimostrare
la validita'
dell'accusa
stessa nei
confronti
del denunciato
(convenuto);
in altri termini
l'attore si
assumeva quelle
funzioni che
oggi competono
alla pubblica
accusa.
Nel
fare cio'
l'attore si
caricava di
una pesante
responsabilita';
qualora il
convenuto
fosse riuscito
a dimostrare
la propria
innocenza
l'accusatore
veniva a sua
volta perseguito
e punito secondo
gli usi e
secondo quanto
previsto dall'antica
"Legge
del taglione".
Il rischio
della ritorsione
(contro-processo)
a carico dell'attore
era una pesante
remora ad
avviare certi
processi riguardanti
malefici e
sortilegi,
reati per
loro stessa
natura indimostrabili.
Il convenuto
poteva essere
condannato
solo se confessava
la sua colpa,
cosa del tutto
improbabile
quando si
trattava di
stregoneria.
Se poi l'accusato
era persona
di buona reputazione,
generalmente
stimato, poteva
agevolmente
uscire indenne
dal dibattito
giurando sulla
sua stessa
innocenza
o delegando
il giuramento
a testimoni
ritenuti uomini
onorevoli
e probi.
Non era proprio
il caso delle
streghe!
Infine,
quando nel
corso di particolari
dibattiti
i giudici
si ritenevano
incapaci di
formulare
un giusto
verdetto allora
si ricorreva
alla scappatoia
dell'ordalia.
L'"ordalia
o giudizio
di Dio"
consisteva
nel delegare
alla saggezza
del padreterno
il compito
di decidere
chi aveva
ragione e
chi aveva
torto.
Un
caso particolare
di ordalia
era la detta
"ordalia
bilaterale".
L'attore ed
il convenuto,
o persone
da loro stessi
scelte (i
campioni)
dovevano battersi
in duello
durante il
quale chi
picchiava
piu' forte
finiva col
dimostrare
la propria
ragione.
Negli
altri casi
i giudici
sottoponevano
l'accusato
a prove di
verita' alquanto
strane e decisamente
crudeli. Per
cui si poteva
dimostrare
la propria
innocenza:
• percorrendo
una certa
distanza tenendo
in pugno un
ferro rovente.
Dopo alcuni
giorni di
fasciatura
e di linimenti
la mano doveva
apparire "miracolosamente
guarita".
• Una
variante della
prova precedente
era quella
di immergere
un braccio
in un calderone
d'acqua bollente.
• Il
corpo dell'imputato
veniva immerso
in un fiume
o in una vasca
di acqua fredda.
Se rimaneva
a galla era
innocente.
• L'imputato
doveva ingoiare
un grosso
pezzo di pane
senza masticarlo
e senza soffocare.
• L'imputato
doveva uscire
indenne da
una camminata
sui carboni
ardenti; questa
era la prova
piu' classica
(pirobasia/pirobazia).
(Qualche anno
fa un gruppo
di allegri
"mattacchioni"
l'ha fatta
in diretta
T.V.; sembra
che la prova
possa essere
superata senza
danno se si
tengono, per
qualche ora,
i piedi immersi
in una soluzione
di allume
di rocca(??))
Il sistema
accusatorio
ha impedito,
almeno fin
verso il 1300,
che streghe
e maghi venissero
sottoposti
a ridicoli
ed inutili
processi.
§ 08
- UN PROFILO
Abbiamo
gia' accennato
al fatto che
le streghe
erano prevalentemente
di origine
contadina
ed operavano
nell'ambito
del mondo
rurale; quelle
presenti nelle
citta' erano
un'eccezione,
trattandosi
di donne ancora
giovani che
avevano cercato
nell'ambito
cittadino
migliori opportunita'
di vita, aggiungendo
alla loro
arte anche
la disponibilita'
a prostituirsi.
In
relazione
all'eta' media
della popolazione
del Basso
Medioevo (circa
35 anni e
con un'aspettativa
di vita inferiore
ai 50 anni),
l'eta' media
di una strega
si aggirava
tra i 50 ed
i 62 anni,
con punte
eccezionali
di 80-85 anni.
Se anche una
persona di
60 anni poteva
considerarsi
vecchia non
rappresentava
comunque una
eccezione;
l'eta' media
di 35(?) anni,
calcolata
dagli storici
con metodo
statistico,
e' fortemente
condizionata
dal grande
tasso di mortalita'
infantile
di quei tempi:
circa 30-40%.
La media statistica,
in certe situazioni,
puo' dare
un'idea distorta
della realta'.
Sarebbe piu'
corretto usare
il valore
di "moda",
non sempre
calcolabile
sulla base
dei dati disponibili.
Si sa comunque
che, a quei
tempi, nel
mondo contadino
raramente
un individuo
arrivava a
conoscere
i suoi nipoti.
(Rif. 105)
Pertanto queste
cifre devono
essere considerate
molto incerte
ed aleatorie.
Le
streghe che
vennero processate
tra il 1400
ed il 1700
avevano, in
massima parte,
un'eta' superiore
ai 50 anni,
come si e'
potuto rilevare
dai verbali
processuali.
Sempre con
le dovute
riserve, e'
stato calcolato,
su qualche
centinaio
di presunte
streghe, che:
• il
50% erano
sposate
• il
28% erano
vedove
• il
22% erano
nubili
Mentre parte
delle vedove
e nubili cercavano
di inserirsi
nell'ambito
di famiglie,
a quel tempo
di stampo
patriarcale,
molte altre
preferivano
(od erano
costrette)
vivere sole
ed indipendenti.
La cosa era
alquanto "fastidiosa"
ed imbarazzante
per l'elemento
maschile della
societa' che
considerava
la donna come
essere assogettato
e non approvava
la condizione
di liberta'
di cui alquante
donne, volenti
o nolenti,
godevano.
Erano particolarmente
temute le
donne vedove
e libere che
avevano superato
l'età
della menopausa.
Infine,
per quanto
riguarda il
sesso delle
streghe:
• il
70-90% erano
donne
• il
10-30% erano
uomini
ma queste
percentuali
variano moltissimo
secondo i
luoghi e le
epoche. Ad
esempio, mentre
in Russia
prevaleva
l'elemento
maschile,
nei paesi
scandinavi
i due sessi
erano alla
pari.
§ 09
- RIASSUMENDO
Nei
paragrafi
precedenti
si e' cercato
di dare un'idea,
approssimata
e certamente
non esaustiva,
di quella
che era la
figura della
strega, dall'antichita'
sino al Basso
Medioevo,
prima della
grande persecuzione.
Ne
viene fuori
il ritratto
di una persona
emarginata
della societa'
di allora
che, agli
occhi degli
altri membri,
poteva apparire
come una figura
inquietante,
fonte di timori
ma sostanzialmente
innocua e
sovente utile.
Una
costante che
accomunava
queste strane
figure era
senza dubbio
la miseria.
Una miseria
oggi difficilmente
concepibile,
tale da ridurre
qualsiasi
individuo
al livello
piu' basso
della degradazione
e dell'asservimento;
qualsiasi
cosa pur di
procacciarsi
la misera,
quotidiana
razione di
cibo necessario
per sopravvivere!
Mangiare tutti
i giorni era
un obiettivo
che poche
streghe riuscivano
a raggiungere.
Non
sempre i luoghi
e le circostanze
consentivano
loro di vivere
con il solo
esercizio
della propria
arte; il furtarello,
l'elemosina
e la prostituzione
erano le attivita'
complementari
e necessarie
per non morire
letteralmente
di fame.
La
strega era
quindi una
miserabile
che agiva
prevalentemente
in un contesto
rurale, popolato
da contadini
quasi altrettanto
indigenti
i quali, pur
servendosi
della sua
opera, non
sempre erano
in grado di
compensarla
adeguatamente.
In
linea di massima
la strega
era pero'
rispettata
e tollerata
come un "male
necessario"
ma questo
non vuol dire
che non venisse
a volte perseguitata
ed uccisa.
Questi episodi,
anche se ricorrenti,
furono pur
sempre casi
isolati dovuti
a fiammate
di follia
collettiva
localizzata:
la ricerca
di un capro
espiatorio
per calmare
gli animi
esacerbati
da qualche
inspiegabile
disastro.
Erano
dunque casi
isolati che
non avevano
nulla in comune
con l'allucinante
follia omicida
della chiesa,
esplosa tra
il 1400 ed
il 1700.
PARTE II -
IL MASSACRO
§ 10
- PRESUPPOSTI
PER IL MASSACRO
Molti
valenti autori
si sono dedicati
allo studio
delle motivazioni
economiche,
sociali e
religiose
che hanno
scatenato
un massacro
senza precedenti
a danno di
creature sostanzialmente
innocenti.
Sono state
individuate
parecchie
decine di
possibili
cause, tra
di loro combinate,
che possono
essere ritenute
responsabili
di tanta aberrazione,
tutte comunque
riconducibili
al binomio
miseria e
superstizione
In
questa sede
ci limitiamo
a riassumere
le principali
motivazioni
storiche,
generalmente
condivise
dagli autori,
che hanno
generato il
momento scatenante
della persecuzione,
anche se nessuna
di esse puo',
di per se',
giustificare
il sacrificio
di tante vite
umane.
• La
peste nera:
originatasi
in Asia (Crimea?)
nel 1346,
venne veicolata
in Europa
da navi commerciali
genovesi,
provenienti
dalla Siria.
Si diffonde
prima in Sicilia
e poi, tra
il 1348 ed
il 1352, aggredisce
Italia, Francia,
Spagna, Inghilterra
e succesivamente
tutto il resto
dell'Europa
centrale e
la Scandinavia.
E' un'epidemia
terrificante
che in un
tempo estremamente
breve uccide
25 milioni
di individui
nella sola
Europa occidentale,
cioe' un terzo
dell'intera
popolazione.
In alcuni
territori
la mortalita'
tocca punte
del 75%.
Per qualche
inspiegabile
motivo colpisce
piu' gli uomini
che le donne
generando
di conseguenza
milioni di
vedove sole
e senza risorse.
(G. Boccaccio
ci da' una
drammatica
descrizione
dell'infuriare
della peste,
a Firenze
nel 1348).Rif.115
• La
carestia.
E' una conseguenza
diretta della
peste; mancando
le braccia
necessarie
al lavoro
dei campi,
molti terreni
vengono abbandonati
e ritornano
allo stato
selvatico.
I prodotti
dell'agricoltura
diventano
insufficienti
a nutrire
la popolazione
superstite.
• La
crisi economica.
A partire
dai primi
anni del 1400,
dovuta ad
una serie
prolungata
di cattivi
raccolti causati
da condizioni
climatiche
particolarmente
sfavorevoli
(la piccola
glaciazione
dal 1560 al
1630).
• Inflazione.
L'insufficienza
dei raccolti
obbliga sovente
ad importare
cereali da
altri paesi
senza l'esistenza
di adeguate
contropartite
commerciali.
Il denaro
(oro, argento)
diventa sempre
piu' scarso.
A fronte di
una offera
di beni di
prima necessità
sempre più
carente, la
domanda resta
costante e,
in certe circostanze,
tende a crescere.
• L'erosione
dei salari
intesa come
riduzione
del potere
di acquisto
dei salariati
e della stragrande
maggioranza
della classe
contadina.
• Tasse
e decime:
in relazione
ai fattori
precedenti
non subiscono
riduzioni
significative
e gravano
sempre di
piu' sui lavoratori
e sui piccoli
proprietari
terrieri.
Sordi a tutte
le istanze
nobilta' e
clero continuano
ad ingrassarsi
e sono sempre
piu' esosi.
• La
decadenza
del papato.
Indifferenza
alla miseria
di chi lavora;
voracita'
e crapuleria
del papato
e dei prelati
in generale.
Alla fine
queste cose
si risanno
e determinano
una:
• Crisi
religiosa
in una buona
parte dei
credenti.
Molti morti
di fame cominciano
ad avere dubbi
su di un Dio
che non si
manifesta
mai e li lascia
nella disperazione,
in balia della
carestia e
delle malattie.
• Ribellioni.
In molte parti
d'Europa gruppi
di contadini
cominciano
ad insorgere
contro condizioni
di vita pressocche'
impossibili,
mettendo in
discussione
l'autorita'
divina ed
assoluta dei
prìncipi
e della chiesa.
Si tratta
di sommosse
sempre locali,
isolate e
facilmente
domate che
pero' non
mancano di
inquietare
le autorita'
coinvolte.
Malgrado si
brucino villaggi
e si impicchino
contadini,
lo stillicidio
delle rivolte
continua.
Infine a tutto
cio' si aggiunga,
a partire
dal 1520,
la riforma
luterana che,
per quanto
riguarda la
persecuzione
delle streghe,
si dimostrera'
feroce almeno
quanto quella
cattolica,
se non di
piu'.
Occorre notare
che nelle
citta' che
si amministravano
con forme
democratiche
o, piu' frequentemente
oligarchiche,
esisteva pur
sempre un'opposizione
allo strapotere
dei nobili
e dei preti.
Queste citta',
Italia centronord
e Germania,
sovente sfuggivano
al controllo
dei feudatari
e a volte
dei sovrani.
E' il caso
della Repubblica
di Genova,
malgrado i
terribili
fatti di Triora,
pur appartenente
a questo territorio.
Quando queste
citta' persero'
una parte
del loro potere
sulle campagne
circostanti,
la persecuzione
aumento' sensibilmente.
(Rif. 105)
§ 11
- CORRERE
AI RIPARI
Incapaci
di risolvere
(o gestire
al meglio)
una crisi
economica
destinata
a durare qualche
secolo, governanti
e chiesa volsero
la loro attenzione
ad alcuni
aspetti che,
se non governati,
rischiavano
di mettere
in serio pericolo
i loro privilegi
e le loro
prebende:
• la
crisi religiosa
• le
ribellioni
contadine.
Per ricondurre
le masse all'obbedienza
ed alla passivita'
occorreva
anzitutto
asservire
nuovamente
le masse stesse
alla cieca
ed incondizionata
superstizione
religiosa
cristiana.
Era necessario
ricostruire
la fede della
gente in un
Dio che brillava
per la sua
assenza e
per la sua
indifferenza
alle umane
miserie.
Fare
un "restiling"
di questo
Dio un po'
opaco era
comunque un
compito difficile
che avrebbe
comportato
implicazioni
e sottigliezze
teologiche
che la gente
con la pancia
vuota avrebbe
diffcilmente
compreso.
Occorreva
una soluzione
piu' immediata
e facilmente
comprensibile,
anche se grossolana;
pertanto la
chiesa alla
domanda:
perche' Dio
non vede e
non provvede?
rispose subdolamente:
perche' esiste
un nemico
potente che
glie lo impedisce.
Risposta
geniale che
accollava
al Diavolo
ed ai suoi
accoliti la
responsabilita'
di tutto il
male che affliggeva
la terra e
lo indicava
come il vero
nemico da
combattere,
con la fede
e con il massacro
dei suoi adepti.
L'uomo,
per sua natura,
ha bisogno
di un nemico
da combattere,
o almeno contro
cui sfogare
la propria
ira impotente;
se non l'ha
si sente inetto
e svuotato,
cosa che tutti
i detentori
del potere
sanno benissimo.
In tutte le
societa' totalitarie
e' sempre
stato necessario
individuare
un nemico
interno, una
quinta colonna,
sulla quale
infierire:
a)
per sbarazzarsi
di persone
o categorie
scomode
b) per dare
un esempio
a quelli che
potrebbero
avere da ridire.
c) per catalizzare
il malcontento
popolare verso
una categoria
esterna al
regime, di
modo che tutti
se la prendano
con costoro
e la massa,
che si sente
minacciata
da qualcosa,
si affidi
maggiormente
al regime
stesso.
Gli
ebrei per
i nazisti,
i culachi
ed i sabotatori
per Stalin,
i cittadini
corrotti per
Pol Pot possono
essere considerati
esempi moderni
della caccia
alle streghe.
Si tratta
solitamente
di categorie
inoffensive
che pur non
essendo nemiche
possono però
essere considerate
fonte di imbarazzo
e comodi capri
espiatori.
Quanta gente
si e' sentita
spiazzata
dopo la caduta
del comunismo
ed il crollo
del muro di
Berlino?
Che altro
ha fatto Hitler
additando
gli ebrei
come i nemici
naturali del
Reich, fornendo
ai crucchi
un demone
da combattere,
distogliendo
la loro attenzione
da ben altri
problemi?
Quindi,
alla base
della caccia
alle streghe,
al di la'
di qualsiasi
contingenza
inquisitoria,
c'e' stato
sicuramente
anche quel
meccanismo
di terrore
che ritroviamo
puntualmente
in tutti i
totalitarismi,
in quanto
la chiesa,
(cattolici,
protestanti,
anglicani,
ecc.) in ambito
religioso,
e' un totalitarismo.
(Rif. 105)
Sino ad allora
il Diavolo
era stato
per la maggior
parte dei
cristiani
una figura
un po' vaga;
qualcuno con
cui fare eventualmente
i conti se
fosse capitato
di passare
nell'aldila'
senza il "nulla-osta"
del prete.
Ora il Diavolo
stava diventando
una cosa concreta,
quasi tangibile,
un nemico
da tenere
d'occhio e
possibilmente
da sconfiggere.
Astuti
teologi si
misero all'opera
pescando nella
Bibbia (dove
si puo' trovar
di tutto)
e
• sorvolando
sul fatto
che la scrittura
afferma che
Dio aveva
a suo tempo
incatenato
il Diavolo
nell'inferno
per impedirgli
di far del
male;
• forti
del conforto
di san Tommaso
il quale invece
affermava
che il Diavolo
era libero
di compiere
qualsiasi
misfatto;
• vagliando
con un occhio
attento e
di riguardo
tutto quello
che gli scolastici
avevano almanaccato
in fatto di
demonologia
fecero del
Diavolo una
figura dai
contorni ben
definiti,
viva, quasi
palpabile
ed incombente.
(v. §
15)
§ 12
- INDIVIDUARE
I NEMICI
Era
naturale che
il Diavolo
ed il suo
esercito di
demoni, per
quanto dotati
di buona volonta',
non potessero
occuparsi
materialmente
di tutte le
malefatte
di questo
basso mondo.
Era quindi
necessario
e presumibile
che il Diavolo
disponesse
anche di alleati
terrestri
incaricati
di eseguire
praticamente
e puntualmente
i suoi voleri.
Questo
fu l'altro
problema che
i teologi
dovettero
affrontare:
visto che
il Diavolo
era invincibile
occorreva
almeno individuare
i suoi complici
terreni per
combatterli
e distruggerli.
Problema che,
a dire il
vero, i teologi
misogini risolsero
brillantemente
concentrando
la loro attenzione
sulla donna,
fonte di tutti
i guai possibili
ed immaginabili.
Prescindendo
da facili
ed alquanto
scontate battute
di spirito,
i dotti difensori
della fede
sostennero
la colpevolezza
e la malvagita'
femminile
con le seguenti
"inconfutabili"
argomentazioni:
• La
donna e' stata
generata da
una costola
di Adamo che,
com'e' noto,
e' di forma
ricurva e
pertanto la
donna e' per
sua natura
imperfetta
e contorta,
sia nel fisico
che nello
spirito.
• Dall'affermazione
precedente
e' facile
dedurre quanto
la donna sia
costituzionalmente
perfida, malvagia,
infedele,
fornicatrice,
lussuriosa
e menzognera,
(impudico
scrigno di
malizia e
di lussuria).
• La
donna e' in
assoluto la
colpevole
del peccato
originale
essendo stata
lei ad offrire
la mela al
povero Adamo
e a indurlo
in tentazione
(benche' sia
stata creata
solo dopo
che Dio aveva
avvertito
Adamo di non
mangiare il
frutto proibito).
• La
donna e' un
essere inferiore.
Lo dice anche
S.Paolo che,
nella sua
prima lettera
a Timoteo
2,11-15, afferma
"La donna
impari in
silenzio,
con tutta
sottomissione.
Non concedo
a nessuna
donna di insegnare,
ne di dettare
legge all'uomo;
piuttosto
se ne stia
in atteggiamento
tranquillo.
Perche' prima
e' stato formato
Adamo e poi
Eva; e non
fu Adamo ad
essere ingannato,
ma fu la donna
che, ingannata,
si rese colpevole
di trasgressione.
Essa potra'
essere salvata
partorendo
figli, a condizione
di perseverare
nella fede,
nella carita'
e nella santificazione,
con modestia."
• La
lussuria della
donna e' perniciosa
e tale da
indurre gli
uomini ad
atti abominevoli
di incontinenza
sessuale.
L'incontinenza
sessuale e'
il vizio preferito
del Diavolo
per cui la
donna e' naturalmente
portata ad
essere complice
del demonio.
• La
donna è
la tentatrice
in senso assoluto
secondo l'atteggiamento
misogino del
clero in generale
e dei monaci
in paticolare,
assurdamente
relegati nei
loro monasteri,
ricettacoli
di sfrenata
omosessualità.
• Essendo
infine il
Diavolo il
signore del
male, solo
da lui le
streghe potevano
ottenere i
loro poteri,
abiurando
la santa fede.
Quanto sopra
non esaurisce
certo l'elenco
delle dotte
argomentazioni;
il lettore
puo' trovare
altre chicche
del genere
sui libri
di riferimento
e sui testi
specializzati
di §
14.
Si giunse
anche ad argomentare
se l'utero
fosse un animale
diabolico
nascosto nel
ventre femminile
oppure una
parte intima
della natura
malvagia della
donna.
Quello che
occorre sottolineare
e' che tali
"apprezzamenti"
aggiunti al
fatto che
alcune di
queste donne
praticavano
la magia bianca
e nera (osteggiate
dalla chiesa),
divennero
fatali per
la loro incolumita'.
Tornando
coi piedi
per terra,
considerando
le condizioni
della societa'
di allora
(§ 10)
e tenuto conto
che guaritrici,
erbarie o
presunte streghe
erano ormai
diventate
un esercito
di bocche
da sfamare
in un contesto
di generale
poverta',
quanto sopra
interpretava
un inconfessato
desiderio
di togliere
di mezzo una
notevole massa
di concorrenti
allo scarso
cibo quotidiano.
Questo almeno
all'inizio
della persecuzione
finche' non
venne fiutato
il "business".
(§22)
L'elemosina,
chiesta con
sempre maggiore
insistenza
da parte di
queste infelici,
cominciava
a generare
segni di insofferenza
da parte dei
donatori alle
prese con
i loro problemi
quotidiani
e, sovente,
al rifiuto
di elargire
qualcosa corrispondeva
una reazione
disperata,
a volte offensiva
e minacciosa
da parte delle
questuanti.
Le
streghe, o
presunte tali,
stavano diventando
invise ai
piu' che inconsciamente
desideravano
liberarsene;
questo atteggiamento
divenne un
terreno fertile
per far accettare
alle masse
i massacri
che ne seguirono
e la loro
"santa
e ipocrita"
e liberatoria
giustificazione.
§ 13
- DEFINIRE
LE COLPE
Per
quanto forte
fosse il desiderio
di eliminare
fisicamente
gli individui
che vivevano
ai margini
della societa'(streghe,
maghi, omosessuali,
ecc.), occorreva
trovare delle
solide motivazioni
che giustificassero
la strage
di migliaia
di persone
ed, allo stesso
tempo, fornissero
una "copertura
morale"
(morale cristiana!)
per salvaguardare
quell'alone
di fradicia
"santita'"
che ancora
circondava
la chiesa.
Per
gli eretici
la cosa era
abbastanza
facile, essendo
in quanto
tali ritenuti
apostati,
essi meritavano
pienamente
il rito purificatore
del rogo,
senza che
qualcuno se
ne scandalizzasse
più
di tanto.
Occorreva
quindi che
anche le streghe
venissero
definite eretiche
ed apostate
in quanto
idolatre ed
adoratrici
del male,
secondo quella
definizione
del male data
dalla chiesa
stessa e che
aveva la sua
massima espressione
nel Diavolo.
Venne così
definito quel
concetto di
crimen exceptum
(stregoneria
ed eresia)
che consentì
ai giudici
di disattendere
alle più
elementari
norme di giustizia
e di equità.
Teologi
senza scrupoli,
giuristi sadici
e filosofi
scalzacani
si misero
al lavoro
per attribuire
alle presunte
streghe quelle
colpe necessarie
e sufficienti
per giustificare
il loro ammazzamento
senza scrupoli
ed il rogo.
Fu un lavoro
sistematico,
incessante,
scrupoloso
e ben riuscito
che viene
qui brevemente
riassunto:
• I
primi spunti
furono probabilmente
forniti dalla
Bibbia:
o "Non
lascierai
vivere chi
pratica la
magia".
(Bibbia Ebr.-
Esodo 22,17)
o "Quelli
che non credono
in me saranno
gettati via
come rami
secchi. Gli
uomini li
raccatteranno
e li getteranno
nel fuoco
e saranno
bruciati".
(Giovanni
15,16)
• Vennero
attribuiti
al Diavolo
poteri malefici
straordinari
sino a considerarlo
come un contro-tipo
del Dio cristiano
(ricadendo
in parte nell'eresia
dualista manichea).
In un secondo
tempo Calvino
ed alcuni
scolastici
stabilirono,
assai stranamente,
che il Diavolo
puo' agire
solo col permesso
di Dio, del
quale e' servo
ed esecutore;
questo pero'
non impedi'
di proseguire
le persecuzioni.
• Non
puo' esistere
strega che
non sia vincolata
da un patto
col Diavolo.
• E'
un eretico
chi non crede
all'opera
malefica delle
streghe ed
al patto demoniaco.
• Vincolate
dal patto
col Diavolo,
e con la sua
assistenza,
le streghe
possono eseguire
i piu' atroci
misfatti,
come quelli
riportati
nel seguente
campionario:
o uccidere
e divorare
i propri figli
e quelli degli
altri
o trasformarsi
in gufi o
in gatti neri
ed introdursi
di notte nelle
case per rapire,
uccidere,
estrarre le
viscere, succhiare
il sangue
e divorare
i neonati
non ancora
battezzati
(sciocchezze
riprese da
antiche credenze
mitologiche)
o distillare
unguenti ed
essenze malefiche
come quelle
della peste
e del colera
e diffonderle
ungendo le
porte delle
loro vittime;
cosa volentieri
attribuita
agli untori
ebrei
o distillare
e propinare
veleni mortali
(si dice che
chi puo' guarire
puo' anche
uccidere)
o costruire
specchi magici
che rispondono
alle loro
malvagie domande
o disegnare
cerchi entro
cui invocano
il demonio
per adorarlo
e per offrirgli
sacrifici
o evocare
qualche demone
particolare,
imprigionarlo
in una bottiglia
ed utilizzarlo
come coadiutore
delle loro
arti malefiche
o con l'aiuto
del Diavolo
possono trovare
cose e tesori
nascosti
o operare
malefici sugli
uomini onesti:
? spingendoli
a dissolutezze
sessuali
? tramutandoli
in bestie
? asportando
il loro membro
virile
? provocando
con malefici
la loro sterilita'
• copulare
col Diavolo,
sopratutto
dopo la menopausa,
perche' il
loro corpo
necessita
e brama continuamente
il liquido
seminale del
demonio
• possono
provocare
tempeste e
grandine,
distruggendo
i raccolti
• possono
causare naufragi
• praticano
atti blasfemi
profanando
la santa religione
• operano
la metamorfosi
su se stesse
trasformandosi
in cani, lupi,
lupi mannari,
caproni, pipistrelli,
asini, corvi,
gufi, ecc.
•
volano di
notte a cavallo
di scope,
bastoni o
animali per
recarsi al
sabba o a
compiere malefici
in localita'
remote
• partecipano
a riunioni
notturne con
altre streghe
e ai sabba
periodici.
Quanto sopra
e' piu' che
sufficiente
per mettere
in evidenza
la folle stupidita'
e la protervia
dei pruriginosi
autori di
§ 14
che, senza
accorgersene,
sono essi
stessi caduti
nell'eresia
attribuendo
ad esseri
umani, in
carne ed ossa,
dei poteri
e delle facolta'
che nel mondo
pagano erano
pertinenza
di dei o semidei.
Quelle
che invece
non sono mai
state analizzate
e studiate
a fondo sono
le motivazioni
incoffessate
ed inconfessabili
quali:
• eliminare
dal contesto
sociale persone
scomode aliene
alle regoli
"morali"
imposte dalla
chiesa
• proiettare
e punire sugli
altri la innaturale
continenza
sessuale che
devastava
il clero-misogino-represso
ed i suoi
accoliti,
trasferendo
sulle streghe
quei sensi
di colpa (e
di invidia)
provocati
dalle loro
stesse ed
assurde regole
di vita
• trasformare
persone indifese
in capri espiatori
di molte delle
disgrazie
legate al
quotidiano
• risolvere
indirettamente
conflitti
di interesse
o di insofferenza
fra comunita'
rurali confinanti
• stornare
l'attenzione
della comunita'
dai problemi
piu' gravi
ed insoluti
concentrandola
sulla persecuzione
di povere
vittime
• additare
uno o piu'
colpevoli
da sacrificare
quando le
preghiere,
le messe,
le benedizioni
e le processioni
non servivano
ad evitare
disastrose
manifestazioni
meteo che
distruggevano
i raccolti
• ricondurre
in definitiva
i dubbiosi
e i ribelli
sotto il controllo
della chiesa,
attribuendo
alle forze
del male tutte
le disgrazie
e gli affanni
di una societa'
in sfacelo.
La chiesa
e la societa'
contemporanea
rinverdirono
il concetto
di "capro
espiatorio",
mutuato dagli
antichi egizi
e dagli ebrei,
e ne fecero
una soluzione
di comodo
per quegli
eventi che
allora sembravano
inspiegabili.
Solo
in un secondo
tempo, con
i "processi
concatenati",
la caccia
delle streghe
si trasformo'
in un business
di tutto rispetto
che diede
origine ad
un colossale
trasferimento
di ricchezza
a favore del
clero e di
una magistratura
asservita,
incompetente
e corrotta.
§ 14
- TEORICI
DELLO STERMINIO
- (I CORVI)
Quello
che segue
e' un elenco
parziale degli
scritti e
delle opere
che hanno
contribuito
a trasformare
la figura
innocua della
strega antica
in una creatura
perversa e
demoniaca,
da perseguire
ed annientare
con fanatica
determinazione.
L'assunto
di tutti questi
capolavori
e' uno solo,
concorde:
in nome di
Dio, massacrate!
Tra
la meta' del
1300 e la
fine del 1600
di opere simili
a queste se
ne contavano
a centinaia.
________________________________________
REGINONE DI
PRÜM
- Vescovo
e legiferatore
canonico.
Anno 906 -
LIBER DE SYNODALIBUS
CAUSIS ET
DISCIPLINIS
ECCLESIASTICIS
.
BURCARDO DI
WORMS - Vescovo
e legiferatore
canonico.
Anno 1006
- CORRECTOR
ET MEDICUS
Anno 1025
- DECRETA
A quei tempi
erano i testi
fondamentali
di riferimento
per le punizioni
da infliggere
a coloro che
praticavano
la magia e
per quelli
che si lasciavano
attirare da
tali pratiche.
Si trattava
di punizioni
e penitenze
abbastanza
leggere che,
col tempo,
furono pesantemente
aggravate.
.
GREGORIO IX
- Pontefice.
Anno 1233
- VOX IN ROMA
Bolla pontificia
che istituisce
l'istituto
della "santa
inquisizione".
.
INNOCENZO
IV - Pontefice.
Anno 1252
- AD EXTIRPANDA
Bolla pontificia
che prevedeva
ed autorizzava
gli inquisitori
ad applicare
la tortura
sugli indagati.
.
GIOVANNI XXII
- Pontefice.
Anno 1320
- SUPER ILLIUS
SPECULA
Bolla pontificia
per la sistematica
definizione
dei reati
di magia e
la regolamentazione
delle pene
previste.
Questo papa
indossava
costantemente
un "talismano",
donatogli
dalla contessa
Margherita
di Foix, che
lo proteggeva
da eventuali
cibi avvelenati,
cosa assai
frequente
alla corte
papale.
.
BERNARDO GUI
- Teologo
e inquisitore.
Anno(1320)
- PRACTICA
INQUISITIONIS
HAERETICAE
ET PRAVITATIS
Tra altre
cose, sulla
pratica delle
invocazioni
demoniache,
estende l'accusa
di stregoneria
anche a coloro
che eseguivano
la raccolta
delle erbe
officinali.
.
UNIVERSITA
PARIGI - Facolta'
di teologia.
Anno 1328
- VENTINOVE
ARTICOLI SULLA
STREGONERIA
Questi articoli
definiscono
"giuridicamente"
il reato di
stregoneria
distinguendolo
in due tipi:
la stregoneria
naturale e
la stregoneria
eretica. Si
stabilisce
che la stregoneria
eretica e'
strettamente
legata ad
un patto demoniaco.
* * * * *
In seguito
altre universita'
contribuiranno
alla definizione
della teoria
demonologica,
sia mediante
scritti, sia
con risposte
dirette ai
quesiti che
a volte i
magistrati
ponevano.
Tutto cio'
contribui'
ad assicurare
un supporto
"giuridico"
che scaricava
la coscienza
dei giudici
fornendo comode
giustificazioni
al loro operato.
NICOLAU EYMERICH
- Frate Domenicano,
Inquisitore.
Anno 1376
- DIRECTORIUM
INQUISITORUM
(V. Appendice)
.
.
CLAUDE THOLOSAN
- Giudice
del Delfinato
per processi
di stregoneria.
Anno 1436
- UT MAGORUM
ET MALEFICORUM
ERRORES
.
JOHANNES NIDER
- Domenicano,
teologo ed
inquisitore.
Anno 1457
- FORMICARIUS
.
JEAN VINETI
- Teologo
ed inquisitore
di Carcassonne.
Anno 1450
- TRACTATUS
CONTRA DAEMONUM
INVOCATORES
Distingue
la streghe
in due categorie:
quelle antiche,
gia' trattate
nel Canon
Episcopi,
e quelle dei
suoi tempi,
giudicate
particolarmente
pericolose
perche' appartenenti
ad una oscura
setta demonolatrica.
Mentre per
quelle antiche
(ormai inesistenti)
propone una
blanda punizione
(penitenza),
per quelle
moderne prevede
la pena di
morte, al
fine di legittimare
tutto l'apparato
inquisitorio
e i relativi
proventi.
.
NICOLO' V
- Pontefice.
Anno 1451
- CONTRA SACRILEGOS
ET DIVINATORES
Bolla speciale
destinata
all'inquisitore
generale delle
Fiandre ed
ai suoi accoliti
con esplicita
esortazione
ad agire con
decisione
contro i nemici
sacrileghi
del cristianesimo.
.
NICOLAS JACQUIER
- Teologo.
Anno 1458
- FLAGELLUM
HAERETICORUM
FASCINARIORUM
Definisce
le streghe
come una setta
demoniaca
che si e'
opposta ed
ha combattuto
l'autorita'
della chiesa
sin dai primordi.
.
SISTO IV -
Pontefice.
Anno 1475
- BOLLA PAPALE
Conferma e
ribadisce
quanto gia'
disposto dai
suoi predecessori.
.
INNOCENZO
VIII - Pontefice.
Anno 1484
- SUMMIS DESIDERANTES
Bolla che
convalida
in anticipo
l'opera di
due scrittori,
Sprenger e
Kramer, i
quali si accingevano
a pubblicare
le loro nuova
opera (Malleus
Maleficarum).
.
BERNARDO RATEGNO
- Domenicano
Inquisitore
Anno 1485
- LUCERNA
INQUISITORUM
HAERETICAE
PRAVITATIS
Manuale per
la persecuzione
delle streghe
nel territorio
comasco.
.
SPRENGER E
KRÄMER
- Jacob Sprenger,
professore
di teologia
a Colonia
e inquisitore
per la regione
renana.
Heinrich von
Krämer
(detto Institor-Institoris),
gia' allora
ritenuto affetto
da turbe psichiche;
teologo e
inquisitore
per la Germania
meridionale.
Anno 1486
- MALLEUS
MALEFICARUM
Questo testo
convalidato
dalla precedente
bolla Summis
Desiderantes,
ha avuto 29
edizioni ed
e' stato tradotto
dal latino
in italiano,
francese e
tedesco.
E' una delle
opere piu'
ignobili mai
prodotta sotto
l'egida della
chiesa. Rappresenta
la massima
espressione
dell'ignoranza
umana, della
perversione,
del cieco
fanatismo
e di una misoginia
spinta all'estremo
limite; tanto
da affermare,
in maniera
assoluta ed
inequivocabile,
il legame
intercorrente
tra il sesso
femminile
ed il demonio.
Per queste
sue "qualita"
il testo e'
diventato
la base ed
il riferimento
di altri scritti
analoghi succedutisi
nel tempo,
tipo: "Summa
Contra Maleficas"
ed altri simili.
.
ULRICH VON
MÜLLER
- (Detto Molitoris).
Dottore in
Diritto Canonico
e procuratore
a Costanza.
Anno 1489
- DE LAMIIS
ET PYTHONICIS
MULIERIBUS
Trattato di
teorie stregonesche.
.
PIERRE MAMORIS
- Teologo
ed inquisitore.
Anno 1490
- FLAGELLUM
MALEFICARUM
Il testo contiene
la prima completa
definizione
del concetto
di "sabba".
.
ULRICH TENGLER
- Governatore
di Hochstadt.
Anno 1510
- LAYENSPIEGEL
.
SILVESTRO
MAZZOLINI
- Domenicano,
detto anche
Prierias.
Anno 1514
- SUMMA SUMMARUM
E' una specie
di dizionario
teologico.
Anno 1520
- DE STRIGIMAGARUM
DAEMONUNQUE
MIRANDIS
Distingue
tra le streghe
frequentatrici
del sabba
e quelle,
meno pericolose,
che partecipano
al "Corteo
di Diana".
.
PAULUS GRILLANDUS
- Magistrato
pontificio.
Anno 1524
- TRACTATUS
DE HAERETICIS
ET SORTILEGIIS
.
JEAN BODIN
- Inquisitore.
Anno 1586
- DE LA DEMONOMANIE
DES SORCIERES
. Giurista
di fama, nel
suo trattato
nega che alle
streghe possano
essere applicate
le abituali
norme processuali.
Stabilisce
che un bambino
di tre anni,
appena in
grado di parlare,
possa accusare
i propri genitori
di stregoneria.
Stabilisce
inoltre che
le streghe
debbano essere
bruciate vive
ma a "fuoco
lento".
.
GIACOMO VI-GIACOMO
I - James
Stuart: re
di Scozia
e, dal 1601,
re d'Inghilterra.
Anno 1590
- DAEMONOLOGIE
.
NICOLAS REMY
- Procuratore
della Lorena,
al soldo del
duca Carlo
III. Si vantava
di aver fatto
condannare
800 streghe
in 16 anni.
E' una vocazione
che Remy aveva
sentito sin
dall'infanzia
quando, mentre
giocava per
le strade
di Tolosa,
"il Diavolo
si divertiva
come un matto
a tirargli
delle pietre
nelle gambe".
Anno 1595
- DEMONOLATREIAE
.
MARTIN ANTON
DEL RIO -
Inquisitore.
Anno 1600
- DISQUISITIONUM
MAGICARUM
- LIBRI SEX
Questo lavoro
e' stato ristampato
ben 20 volte.
E' un vero
e proprio
vademecum
di stregoneria.
Un manuale
enciclopedico
di uso pratico
per il "perfetto
inquisitore".
.
HENRI BOGUET
- Giudice
in Borgogna.
Anno 1602
- DISCOURS
DES SORCIERES
Questo testo
ha avuto 8
edizioni.
.
FRANC.MARIA
GUAZZO - Francescano
e Inquisitore.
Anno 1608
- COMPENDIUM
MALEFICARUM
L'autore ha
inserito nel
testo numerose
xilografie
per meglio
illustrare
i suoi concetti:
seduzione
della strega,
bacio del
culo, ecc.
.
PIERRE DE
LANCRE - Giudice
nei Paesi
Baschi.
Anno 1612
- TABLEAU
DE L'INCONSTANCE
DES MAUVAIS
ANGES ET DEMONS
Dotato di
illustrazioni
esplicative.
.
WILLIAM PERKINS
- Inglese
di confessione
puritana.
Anno 1613
- DISCOURSE
OF THE DAMNES
ART OF WITCHCRAFT
.
CRISTIANO
IV - Re di
Danimarca.
Anno 1617
- ORDINANZA
SPECIALE CONTRO
LA STREGONERIA
Pur non essendo
un testo specifico
ha avuto un
peso notevole
nello scatenare
numerosi processi
contro sospetti
di stregoneria,
a Copenhagen
ed Elsinore.
.
BENEDIKT CARPZOV
- Inquisitore
e giurista
luterano.
Anno 1635
- PRACTICA
NOVA INPERIALIS
SAXONICA RERUM
CRIMINALIUM
Raccolta di
sentenze esemplari
della Corte
di Lipsia,
ristampata
9 volte.
.
TRIB. INQUISIZIONE
- Tribunale
dell'inquisizione
di Bologna.
Anno 1679
- SACRO ARSENALE
Manuale in
uso presso
il tribunale
per individuare
e processare
le streghe.
.
JOSEPH GLANVIL
- Rettore
della Abbey
Church di
Bath (Inghilterra).
Anno 1681
- SADDUCISMUS
TRIUMPHATUS
.
AUTORI VARI
- Generalmente
teologi, magistrati
e inquisitori.
Anno ****
- MANUALI
PRATICI PROCESSUALI
Durante i
tre secoli
in cui duro'
il genocidio
delle streghe,
gli inquisitori
seppero organizzarsi
per una sempre
piu' spedita
celebrazione
dei processi.
Ai primi "manuali
ufficiali"
vennero ben
presto ad
aggiungersi
i "manuali
personali"
che ciascun
giudice compilava
annotando
caratteristiche,
particolarita',
andamento
del processo
e relativa
sentenza.
In un secondo
tempo tali
manuali passavano
di mano, affidati
a nuovi giudici
e ulteriormente
aggiornati.
Venne, col
tempo, a costituirsi
un corpus
giuridico,
in grado di
dirimere ogni
dubbio procedurale,
ricco di molteplici
informazioni
pratiche sulla
natura del
Diavolo, sulla
ricerca del
marchio satanico,
su metodi
e misura nell'applicazione
della tortura,
sulle modalita'
di esecuzione
delle sentenze,
ecc.
Alcuni di
questi manuali
contenevano
anche suggerimenti
per questionari
gia' predisposti
per l'interrogatorio
delle vittime;
tanto per
non dimenticare
l'essenziale!
________________________________________
§ 15
- IDENTIKIT
DEL DIAVOLO
Il
Diavolo (Satana)
è stato
un tipico
prodotto dell'assurda
e dequalificante
contro-cultura
del clero
cristiano
medioevale.
Questa e'
pertanto una
ricostruzione
dell'immagine
del Diavolo
fatta sulla
base delle
baggianate
contenute
nei testi
di alcuni
dei "Corvi"
elencati al
§ 14.
Come aspetto
fisico è
stato definito:
• figura
genericamente
antropomorfa
• colore
grigio-nero,
nero o nerissimo
• ali
membranate
(tipo pipistrello)
• barba
di tipo caprino
• ha
un solo dente
di cui si
serve per
marchiare
le streghe
(non tutti
gli autori
concordano)
• cervice
dotata di
grandi e robuste
corna
• piedi
forcuti
• pelle
grinzosa
• dotato
di lunga coda
con terminale
peloso o forcuto
• dotato
di grandi
mammelle
• privo
di circolazione
sanguigna
sostituita
da acqua congelata
• organo
sessuale con
le seguenti
caratteristiche:
o straordinariamente
grande e lungo
o pesantissimo
o fatto in
parte di ferro
e in parte
di carne e
rivestito
con scaglie
di materiale
corneo
o costantemente
in posizione
eretta ed
in bellavista
o temperatura
gelida
o emissione
di sperma
freddo come
il ghiaccio.
Solitamente
si presenta
nudo. Quando
pero' tenta
di circuire
o ingannare
qualcuno ricorre
a vari mascheramenti
come, ad esempio:
• assume
le sembianze
di un bellissimo
giovane
• sempre
elegantemente
vestito
• dotato
di calzature
o stivali
per nascondere
i piedi forcuti.
Comunque,
anche se mascherato,
e' facile
avvertire
la sua presenza
in quanto
puzza di zolfo.
Bisogna poi
stare molto
attenti perche'
puo' penetrare,
sotto forma
di bestie
immonde, nel
corpo di una
persona (preferibilmente
donna) generando
una terribile
possessione
demoniaca,
o privando
istantaneamente
un uomo dell'organo
maschile.
Analogamente
a quanto gia'
fatto dalla
chiesa in
precedenza
nella definizione
della gerarchia
angelica,
che comprende
entita' che
vanno dagli
arcangeli
ai ....cherubini,
anche il Diavolo
ha a sua disposizione
una gerarchia
di entita'
infernali,
con compiti
specifici
e ben definiti.
Evitiamo quindi
certe confusioni!
Il nome proprio
del Diavolo
e' SATANA;
altri nomi
usati impropriamente
e con i quali
si tende a
confondere
le idee, sono
pertinenza
di demoni,
piu' o meno
importanti
e con compiti
particolari,
agli ordini
ed alle strette
dipendenze
del Diavolo;
si intende
qui' parlare
di:
• Asmodeo
• Astarotte
• Baal
• Baphomet
• Behemoth
• Belfagor
• Belial
• Belzebu'
• Berlicche
• Iblis
• Leviatano
• Lucifero
• Malcommetto
• Mammone/a
• Manometto
• Mefistofele
• Messer
Gaio
• Messer
Leonardo
• Principe
delle tenebre
• Salvanello
• Tizia
• ecc.
• ecc.
Oltre ai detti
personaggi,
che vanno
per la maggiore,
esite poi
il grande
esercito dei
demoni non
qualificati
(la bassa
truppa), che
qualche genio
ha preteso
di contare
e quantificare.
Rammentiamo
qui' alcuni
di questi
geniali ed
impegnati
studiosi:
• il
teologo spagnolo
Alfonso Lopez
De La Spina
ne ha contati
133.306.668
• il
teologo Sigmund
Feyerabend,
nel 1569,
era gia' arrivato
a 26 miliardi
• altri
ignoti volenterosi
non si sono
spinti oltre
i 6.700.000.
Particolarmente
importanti,
per quel che
riguarda la
cerimonia
del sabba,
sono i demoni
"incúbi
e succúbi",
che i "corvi"
di §
14 si sono
affrettati
ad inventare
a naturale
completamento
delle loro
idiozie. Pertanto,
tra i partecipanti
al sabba:
• i
demoni incúbi
rappresentano
una particolare
gratificazione
fatta dal
Diavolo alle
streghe: essi
avevano il
compito di
soddisfare
i desideri
sessuali delle
partecipanti
con un coito
di natura
"glaciale";
• analogamente
i demoni succúbi
dovevano assogettarsi
alle voglie
di eventuali
partecipanti
di genere
maschile.
Alcuni teologi,
esperti demonologi,
hanno sostenuto
che l'Inferno
sia organizzato
come una struttura/sistema
feudale del
quale e' capo
un Imperatore
(Satana),
a cui sono
sottoposti:
• sette
re (Asmoneo,
Astarotte,
Baal, ecc.)
• una
ventina di
duchi
• dieci
marchesi
• undici
conti
• e
alcuni presidenti
Altri invece
sostengono
l'esistenza
di una "Corte
Infernale",
dove l'Anticristo
sarebbe il
buffone di
corte e Mammone
il tesoriere;
esisterebbero
poi coppieri,
siniscalchi,
panettieri,
ecc.
Altri ancora
danno per
certo che
l'Inferno
e' strutturato
come un esercito
con tanto
di generali,
colonnelli,
capitani,
marescialli,
ecc. a capo
di legioni
di diavolacci
brutti e cattivi.
La
demonologia
era rimasta
a lungo poco
studiata in
ambiente europeo
(mentre nel
Vicino Oriente
era stata
oggetto di
studio da
parte di manichei,
zoroastriani,
iazidi, gnostici,
sufi, ecc.).
Solo in epoca
piu' tarda
inizio' a
svilupparsi
anche da noi
un "catalogo"
di diavoli
- e poi anche
di angeli
- con relativi
attributi
ed inquadramento
gerarchico
(re, principi,
generali dell'Inferno,
ecc.) Tant'e'
che, mentre
nel '300 Dante
dovette inventarsi
i nomi dei
diavoli e
degli angeli,
nel corso
del '500,
sia a seguito
del neoplatonismo
e di contatti
con la Cabala,
(a sua volta
in sviluppo)
sia a seguito
del maggiore
interesse
causato dai
processi alle
streghe, inizio'
a svilupparsi
quella cultura
delle potenze
celesti ed
infernali
che sfocio'
nei trattati
di demonologia
del '600 e
dei secoli
successivi.
(Rif. 105)
§
16 - LA RICERCA
DEL CONSENSO
Reinventare
il Diavolo
e demonizzare
streghe e
guaritrici
non sarebbero
stati comunque
elementi sufficienti
per convincere
anche i piu'
sprovveduti
non solo ad
accettare
il massacro
che si stava
prospettando
ma anche a
farlo ritenere
"opera
santa"
finalizzata
a salvare
l'unica vera
fede e la
santa e proterva
madre chiesa.
Era
necessario
che quel vago
timore, da
sempre nutrito
dalla gente
nei confronti
della strega,
si tramutasse
in terrore
e in odio
furibondo.
Per ammazzare
impunemente
le streghe
occorreva
che la massa
credesse ciecamente
nei poteri
demoniaci
delle streghe
stesse.
Il
clero si mise
quindi alacremente
all'opera
per realizzare
un colossale
lavaggio del
cervello,
ricorrendo
a molti artifici
e indicando
dal pulpito
la strega
come unica
fonte di tutti
i mali che
affliggevano
la societa'.
Tra le tante
iniziative:
• venne
imposta la
lettura in
chiesa delle
accuse e delle
sentenze di
condanna delle
streghe
• la
stessa lettura
veniva eseguita
in pubblico
poco prima
dell'esecuzione
• si
tenevano martellanti
prediche contro
la stregoneria
durante i
processi e
prima dell'esecuzione
• si
organizzavano
turni di preghiera
collettiva
• si
tenevano sermoni
di natura
tale da indurre
gli stessi
fedeli a "vigilare"
e a individuare
possibili
streghe nell'ambito
della propria
famiglia e
tra i conoscenti
e chi non
collaborava
era minacciato
di scomunica
• le
sedi dei processi
furono trasferite
in citta',
o in grossi
borghi, e
le esecuzioni
fissate nei
giorni festivi
per favorire
la massima
affluenza
del pubblico
(prima si
ascolta la
messa e poi
si assiste
al rogo!)
• molti
preti divennero
famosi per
lo zelo con
cui individuavano
e deferivano
all'inquisizione
i presunti
colpevoli
di stregoneria
(regione del
Cambresis)
• in
alcune parrocchie
gli inquisitori
affissero
delle lettere
e dei bandi
sollecitando
categoricamente
la delazione
da parte dei
fedeli (Franca
Contea, 1657)
• catechismo
e prediche
contribuirono
a diffondere
quei concetti
di:
o patto col
Diavolo
o sabba
che la massa
ancora ignorava
• il
clero sviluppo'
ed alimento'
un assurdo
sentimento
repressivo
nei confronti
della sessualita'
in generale
ritenendola
di per se
stessa, atto
ispirato dal
demonio ed,
in qualche
occasione,
riconducibile
ad atto di
vera e propria
stregoneria.
Prima la chiesa
cattolica
e poi quella
riformata
definirono
quindi in
maniera assurdamente
teorica un
concetto di
stregoneria
sino ad allora
sconosciuto
e lo imposero
ad una societa'
ignorante
ed asservita
per togliere
di mezzo quelli
che ritenevano
in definitiva,
potenziali
nemici e concorrenti
ai loro interessi
di bottega.
Era
inammissibile
che una strega
riuscisse
a curare,
con i suoi
preparati,
dei malanni
sui quali
preghiere
e benedizioni
non avevano
avuto effetto!!
Un
altro fattore
che contribui'
a portare
la persecuzione
a livelli
allucinanti
fu l'adozione,
in quasi tutta
l'Europa,
del sistema
giuridico
inquisitorio.
Ancora oggi,
in qualche
paese della
Lunigiana,
sono visibili,
sopra gli
ingressi delle
case, strane
sculture (faccioni)
a suo tempo
disposte per
tenere lontane
le streghe
e/o gli spiriti
demoniaci.
§
17 - SISTEMA
INQUISITORIO
Affermatosi
lentamente
in tutta Europa
(salvo poche
eccezioni),
nel corso
del 1200-1300,
questo sistema
fu "la
manna caduta
dal cielo"
per tutti
gli inquisitori
e permise
loro, restando
impuniti,
di esercitare
ogni genere
di barbarie.
Questo sistema,
eliminando
la responsabilita'
diretta del
denunciante,
delegava il
compito di
sostenere
l'accusa al
magistrato
che poteva
agire e disporre,
indisturbato
e protetto
dalla chiesa
e dal sistema,
sia sulla
base di "soffiate"
di anonimi
delatori,
sia agendo
personalmente
sulla base
di sue personali
e prevenute
"sensazioni".
Il
sistema inquisitorio
prima e l'adozione
della tortura
quasi subito
dopo, facilitarono
enormemente
e misero nelle
mani degli
inquisitori
un'arma potentissima
ed incontrollabile.
Le raccomandazioni
di moderazione
nell'uso di
questi strumenti,
da parte di
principi e
governanti
illuminati,
caddero quasi
sempre nel
vuoto.
Eliminata
la responsabilita'
diretta dei
delatori anonimi
e quindi protetti
da possibili
ritorsioni,
una miriade
di individui
si senti'
in dovere
di denunciare
per motivi
di vendetta,
invidia, rivalsa,
illeciti guadagni
ed altri bassi
istinti, persone
innocenti
trascinate
in processi
di stregoneria
dai quali
si usciva,
nella maggior
parte dei
casi, per
la via del
rogo.
Le garanzie
per l'imputato
vennero totalmente
cancellate;
pochissimi
di essi potevano
permettersi
un difensore
che in pratica
era impotente
contro il
sistema. Era
sufficiente
la dichiarazione
di due testimoni
dell'accusa
e la confessione
strappata
con la tortura
per essere
mandati a
morte.
Per
quanto riguarda
i tribunali
interessati
essi si possono
ripartire
in due categorie:
• tribunali
ecclesiastici
(inquisizione
in senso stretto)
che avevano
il compito
di individuare
e smascherare
i delitti
di stregoneria,
formulare
le accuse
e poi consegnare
l'imputato
ai tribunali
laici (secolari)
per lo svolgimento
del processo
(il lavoro
sporco).
Questo per
un motivo
tanto semplice
quanto ipocrita:
il prete e'
ministro di
Dio in terra
e quindi "santo
e buono"
per definizione;
pertanto il
prete non
puo' esercitare
atti di violenza
su nessuno,
streghe comprese
• tribunali
secolari (magistratura
ordinaria)
che, alla
pari dei tribunali
ecclesiastici,
potevano individuare,
arrestare
e condurre
il processo
dei presunti
colpevoli
(con il beneplacito
degli inquisitori),
facendosi
carico anche
del "lavoro
sporco"
che la chiesa
ipocritamente
rifiutava:
tortura, esecuzione,
ecc.
In
alcuni di
questi tribunali,
a volte ma
non sempre,
era prevista
la presenza
di una giuria
popolare laica
che aveva
il compito
di emettere
il verdetto
finale.
Occorre
ora una precisazione
importante.
In determinate
circostanze,
quando l'accusato
era persona
ricca ed influente
(e quindi
poteva permetterselo)
era ammessa
la presenza
di un avvocato
difensore
che, se in
sede processuale,
ben poco poteva
contro la
furia cieca
ed ottusa
degli inquisitori
locali, diventava
importante
in seguito
per il ricorso
in appello
contro la
sentenza,
in quegli
stati ove
era prevista
una Corte
Suprema alla
quale appellarsi.
E' necessario
rammentare
che, all'epoca
della caccia
alle streghe,
l' Europa
era frammentata
in una congerie
di staterelli
(piccoli regni,
ducati, principati,
ecc.) molti
dei quali
non prevedevano
gradi di magistratura
superiore,
quali i 9
Parlaments
francesi,
Corti Imperiali
d'Appello
ed altre strutture
del genere
che non sempre
esistevano
o erano operanti.
Tutto questo
spiega, almeno
in parte,
il divario
riscontrato
tra i processi
istruiti e
le esecuzioni
eseguite (dal
50 al 90%
dei processi).
Entrambe le
strutture
partivano
dal presupposto
che:
l'accusato
era colpevole
sino a dimostrazione
del contrario.
Se
era innocente
sarebbe stato
certamente
protetto da
dio e quindi
in grado di
sopportare
qualsiasi
angheria,
compresa la
tortura. Altro
presupposto
importante
sanciva che
se durante
il processo:
- l'accusata
taceva era
un segno palese
che il Diavolo
la sosteneva
- l'accusata
parlava per
negare e difendersi
allora si
dava per scontata
la sua complicita'
col Diavolo.
Un
particolare
va notato:
molti processi
vennero attivati
a seguito
di specifiche
denunce di
soggetti che,
"in buona
fede",
ritenevano
di essere
stati vittime
e danneggiati
da qualche
sortilegio
(la perdita
del raccolto
per una grandinata,
la moria del
bestiame ed
altro). In
questi casi
i tribunali
non ebbero
esitazioni
a ritenere
la presunta
strega colpevole
del maleficio,
ma nessuno
di essi stabili'
una quota
di "risarcimento
danni"
a favore dei
denuncianti.
Tutto cio'
che si poteva
carpire alla
vittima, mediante
il sequestro
dei beni,
finiva invariabilmente
nelle tasche
dei magistrati
e dell'inquisizione.
§ 18
- IL PROCESSO
Riportiamo
di seguito
le fasi sequenziali
piu' importanti
attraverso
le quali si
svolgeva un
processo di
stregoneria
con il sistema
inquisitorio.
La sequenza
e' quella
che si puo'
ricavare dall'esame
degli atti
processuali
esistenti
e dalle indicazioni
riportate
sui manuali
citati nel
§ 14.
Non e' detto
che questa
sequenza fosse
sempre rispettata;
alcune fasi
potevano essere
omesse ed
alcune altre
reiterate.
Comunque questo
e' l'iter
piu' logico
e completo
comunemente
accertato.
La
tendenza a
spettacolarizzare
il processo
era molto
marcata; si
cercava di
dare il massimo
di pubblicita'
al dibattito
e a protrarlo
nel tempo
(sopratutto
se l'accusato
era benestante).
Un'altra caratteristica
era quella
di annotare
e verbalizzare
ogni atto,
dichiarazione
o evento processuale
con estrema
pignoleria;
questo ha
consentito
agli storici
di ricostruire,
con molta
precisione,
lo svolgimento
di alcuni
processi molto
significativi.
Normalmente
la verbalizzazione
degli atti
processuali
veniva affidata
ad un notaio
patentato.
§ 18.1
- IL PROCESSO:
SOSPETTI ED
ACCUSE
Nel
periodo di
massimo furore
persecutorio
delle streghe,
essere accusati
di aver fatto
un patto col
Diavolo e
praticare
malefici era
una cosa facilissima,
specie nelle
campagne,
nell'ambito
di piccoli
miserabili
villaggi.
Erano necessarie
alcune condizioni,
assai frequenti
nel contesto
sociale in
cui era maturata
questa follia:
• essere
donna
• essere
sola ed indipendente
• vivere
miseramente
ai margini
della societa'
• vivere
di elemosina,
sovente richiesta
con insistenza.
In alcuni
casi, e senza
altre motivazioni,
il sussistere
di una o alcune
di queste
condizioni
fu piu' che
sufficiente
per provocare
l'arresto
"d'ufficio"
ed avviare
il processo
per stregoneria.
Molte di queste
persone, pur
essendo delle
miserabili,
venivano arrestate
come "esca"
da cui ottenere,
con la tortura,
i nomi di
altre persone,
presunte complici,
economicamente
piu' dotate
e quindi in
grado di arricchire,
con successivi
processi,
i magistrati,
il clero e
tutti gli
altri appartenenti
all'apparato
giudiziario.
In
altri casi
invece la
vittima veniva
accusata da
testimoni
di comodo,
ai quali era
garantito
l'anonimato
ed una adeguata
ricompensa,
disposti a
giurare il
falso su fatti
e circostanze
che oggi possono
apparire come
dementi.
Quello che
segue e' un
campionario,
ovviamente
incompleto
di circostanze
e di atti
anche innocenti
che potevano
aprire la
strada verso
il rogo:
• non
praticare
alcuna religione
• non
andare regolarmente
in chiesa
• non
rispettare
il riposo
domenicale
• avere
pronunciato
qualche bestemmia
• fornicare
e prostituirsi
• essere
sospetti di
adulterio
• aver
abortito o
aiutato ad
abortire
• accennare
qualche passo
di danza in
prossimita'
o attorno
ad un fuoco,
sole o in
compagnia
• possedere
un rosario
privo della
relativa crocetta
• tenere
in grembo,
accarezzare
e/o nutrire
un gatto nero
(§31
- Gatti e
demoni)
• pronunciare
preghiere
o fare atti
di devozione
in chiese
in rovina
e sconsacrate
• tenere
in casa un
galletto nero
• raccogliere
erbe e radici
durante la
festa di S.
Antonio
• raccogliere
erbe e radici
genuflessi
verso oriente
• essere
omosessuali
• aver
curato con
pozioni o
unguenti un
infermo che
poi era morto
• praticare
in genere
l'arte di
curare con
le erbe
• aver
pronunciato,
nel corso
di un litigio,
parole oscure
ritenute maledizioni
in grado di
procurare
il "malocchio"
e la "malasorte"
• essere
figlia/figlio
di donna gia'
condannata
per stregoneria
• avere
inveito e/o
minacciato
qualcuno che
aveva rifiutato
l'elemosina.
Questo e'
dunque un
campionario
delle banalita'
che, se opportunamente
testimoniate
da qualcuno,
potevano provocare
l'arresto
ed il processo.
Era sufficiente
che in qualche
sperduto villaggio
accadesse
qualcosa di
insolito come:
una qualsiasi
disgrazia,
una grandinata,
la morte improvvisa
di una persona,
una malattia,
un incendio,
un furto,
un naufragio,
un infortunio
ad un bimbo,
la morte repentina
di una vacca
malnutrita
che subito
il fatto veniva
collegato
all'opera
malefica di
una qualche
mendicante
brontolona
passata, alcuni
giorni prima,
a chiedere
l'elemosina
o a qualche
vicina/o particolarmente
indisponente,
di cui si
desiderava
liberarsi.
In
altri casi
le accuse
erano piu'
specifiche
e tali da
lasciare intendere
come la scusa
della stregoneria
fosse sovente
un comodo
mezzo per
dirimere questioni
familiari,
politiche
o per togliere
dai piedi
presenze fastidiose
ed indesiderate.
Molte madri
di famiglia
dispotiche
ed autoritarie
verso il marito
o i figli
adulti, furono
accusate di
stregoneria
dai loro stessi
congiunti
e tolte di
mezzo.
Se poi una
donna sola
era ricca
ed esercitava
una qualche
influenza
nell'ambito
della comunita'
locale, un'accusa
di stregoneria
ben congegnata
consentiva
a lontani
parenti e
ai magistrati
di appropriarsi
e spartirsi
il patrimonio
senza tanti
problemi di
successione.
Per inciso,
Giovanna d'Arco
fini' sul
rogo non solo
per motivi
politici,
insufficienti
ad una tale
condanna,
ma in quanto
accusata anche
di essere
strega ed
aver eseguito
riti pagani
danzando intorno
al grande
faggio magico
di Domrémy
ed averne
adornato i
rami con ghirlande
di fiori;
se si fosse
trattato solo
di delitto
politico o
di tradimento
avrebbe dovuto
essere decapitata
o strangolata.
Nei
paesi originariamente
celtici le
sacerdotesse
del culto
locale (druidesse),
man mano che
l'invasione
cristiana
procedeva,
vennero dichiarate
streghe per
definizione.
Pur non potendo
essere accusate
di aver fatto
un patto col
Diavolo, le
druidesse
erano invise
al clero in
quanto concorrenti
della bottega
cristiana
e, sopratutto
perche', pur
essendo donne
esercitavano
funzioni sacerdotali;
cosa assolutamente
inconcepibile
all'assurda
misoginia
dei sacerdoti
cristiani.
La
strega era,
nella maggior
parte dei
casi, persona
indigente
e miserabile
che vivacchiava
con la raccolta
dei frutti
spontanei
che la natura
offriva e
di elemosine
sovente negate.
Nelle campagne
dove l'assistenza
medica era
sconosciuta
(e persino
impensabile),
la strega
cercava di
trarre sostentamento
sfruttando
quelle nozioni
che le erano
state tramandate,
preparando
rimedi a base
di erbe da
vendere o
scambiare
con cibo con
quanti erano
nella necessita'
di curarsi.
Questo la
rendeva sospetta
e quindi perseguibile,
da parte della
chiesa, per
almeno due
ragioni:
• la
malattia veniva
considerata
e predicata
dalla chiesa
come un "castigo
divino"
per i peccati
commessi e
pertanto gli
unici rimedi
possibili,
per i poveracci,
erano il pentimento
e la preghiera.
Era temerario
anche il solo
pensare che
potessero
esserci altri
rimedi al
di la' della
superstizione
cristiana.
• pero'
chi aveva
quattrini
poteva indurre
il padreterno
a chiudere
un occhio
ricorrendo
a rimedi del
tutto simili
a quelli delle
streghe, preparati
nelle cantine
dei monasteri
da monaci
erboristi
e/o alchimisti;
verso di essi
la strega,
con le sue
modeste pretese,
si poneva
in fastidiosa
concorrenza.
• restava
comunque mal
vista la concorrenza
tra i medici
"laureati",
provenienti
dall'ambiente
universitario
ortodosso
e le erboriste,
mammane, ecc.
che si muovevano
in un ambiente
teologicamente
sospetto.
E' interessante
rileggere
a questo proposito
SHAKESPEARE,
Romeo e Giulietta,
Atto II, Sc.III
- La cella
di Frate Lorenzo.
§ 18.2
- IL PROCESSO:
L'ARRESTO
Su
ordine del
magistrato
o dell'inquisizione
almeno quattro
militi venivano
incaricati
di arrestare
la presunta
strega, giocando
sul fattore
sorpresa.
L'arrestata
doveva essere
immediatamente
posta dentro
una grossa
cesta e condotta
in carcere
tenendola
ben sollevata
da terra.
Si riteneva
che se la
strega avesse
toccato terra
avrebbe potuto
acquisire
la forza di
resistere
a qualsiasi
tortura procurandosi
il cosidetto
"maleficia
taciturnitatis".
Anche
il fattore
sorpresa era
importante
in quanto
la strega,
se messa in
allarme, avrebbe
potuto volare
via a cavallo
di una scopa
o di un animale,
oppure acquisire
il maleficia
taciturnitatis:
• bevendo
un miscuglio
di acqua,
vino e menta
• mangiando
una focaccia
impastata
con il latte
di una madre
e di una figlia
• inghiottendo
del sapone
ammollato
in acqua
• uccidendo
un neonato,
non ancora
battezzato,
bruciandolo
e cospargendosi
il capo con
le sue ceneri.
§
18.3 - IL
PROCESSO:
IL MARCHIO
DEL DIAVOLO
Durante
i processi
di stregoneria
la ricerca
del marchio
era un atto
propedeutico
ed indispensabile
per la prosecuzione
del processo
stesso e per
l'applicazione
della tortura.
Quindi all'inizio
del processo
la strega
veniva denudata
e rasata dalla
testa ai piedi
in modo da
rintracciare
sul suo corpo
quel marchio
che provava
indiscutibilmente
il suo patto
demoniaco.
Secondo i
saggi inquisitori:
• non
poteva esistere
strega che
non avesse
fatto un patto
col Diavolo
• non
poteva esistere
patto che
non fosse
segnato dall'indispensabile
marchio.
La ricerca
del marchio,
se questo
non era subito
e chiaramente
individuabile,
poteva durare
ore, a volte
giorni, nel
qual tempo
zelanti ed
esperti pungitori
trafiggevano
il corpo della
vittima, comprese
le parti piu'
intime, con
degli spilloni
per individuare
e far risaltare
il segno nascosto.
Si
supponeva
che il patto
col Diavolo
potesse essere
stipulato
in varie occasioni,
per esempio
nel corso
di particolari
cerimonie
solenni notturne,
alle quali
partecipavano
streghe ed
aspiranti
tali. Nel
corso di tali
cerimonie
le streghe
evocavano
il Diavolo
e lo onoravano
uccidendo
neonati e
bevendo il
loro sangue.
Pero' la maggior
parte degli
autori di
§ 14
riteneva che
le cose avvenissero
in altro modo
e che fosse
il Diavolo
a scegliere
ed adescare
la donna (o
l'uomo) con
cui stipulare
il patto,
secondo una
procedura
abbastanza
convenzionale:
• Di
solito il
Diavolo assumeva
l'aspetto
di un bel
giovane, molto
elegante ed
appariva alla
candidata
strega adescandola
con l'offerta
di appetitose
ricompense,
concessione
di poteri
personali
o promesse
di travolgenti
appagamenti
sessuali,
cosa quest'ultima
assai apprezzata
e gradita
da parte delle
donne di una
certa eta'
e sole al
mondo.
•
La candidata
doveva ripudiare
la fede cristiana,
sputando e
calpestando
un crocifisso
o altra immagine
sacra.
•
La strega
veniva poi
ribattezzata
nel nome di
Satana e gli
rendeva omaggio
baciandogli
il sedere.
•
• Qualche
volta (non
tutti concordano)
la strega
riceveva in
dono una moneta,
destinata
a trasformarsi
in una pietra
inutile, non
appena il
patto fosse
stato concluso.
• Il
patto veniva
redatto e
sottoscritto
col sangue
su di una
pergamena
vergine e
conteneva
una dichiarazione
formale del
seguente tenore:
"Mi
impegno a
ricompensare
il mio signore
Satana, tra
venti anni,
di tutti i
doni che Egli
mi fara'.
Con questo
patto gli
concedo il
mio corpo
e la mia anima
di cui potra'
disporre a
suo piacimento."
• Infine
la nuova strega
riceveva dal
Diavolo un
marchio in
un punto ben
nascosto del
corpo; in
genere nelle
parti intime,
ma non sempre.
Il marchio
poteva consistere
nella particolare
disposizione
di alcuni
nei, un segno
sulla pelle
avente la
forma di una
zampa di pollo,
oppure il
cosidetto
"occhio
del Diavolo"
che consisteva
in uno speciale
neo collocato
nella parte
interna di
una coscia,
in prossimita'
della vagina.
Il marchio
poteva anche
essere invisibile
e consistere
in una piccola
parte dell'epidermide
resa insensibile
al dolore
e non sanguinante
se trafitta.
In determinate
occasioni,
al fine di
individuare
comunque il
marchio, vennero
usati particolari
spilloni con
punta rientrante
quando erano
premuti sul
corpo della
vittima. In
questo caso
la mancanza
di dolore
veniva interpretata
come chiaro
segno dell'esistenza
del marchio.
Questi spilloni
con la punta
retrattile
furono inventati,
all'inizio
del seicento,
dal medico
inglese Hopkins
per facilitare
il lavoro
degli inquisitori.
Alcuni testi,
riferiti alle
streghe nostrane,
affermavano
che dopo un
iniziale consenso
al patto,
il Diavolo
portasse la
donna in volo
al "Grande
Noce di Benevento",
sotto il quale
riceveva il
giuramento
della nuova
adepta.
Qualche
volta il Diavolo
esagerava.
Nel 1657,
sul corpo
di Janet Bruce,
una strega
scozzese,
gli attenti
ricercatori
di marchi
ne trovarono
quattro.
Diventata
strega a tutti
gli effetti,
la nuova adepta
aveva la facolta'
di invocare
il Diavolo,
o altri demoni,
e ricevere
precise istruzioni
e sostegno
nell'operare
malefici,
comporre pozioni
ed unguenti
diabolici
e apprendere
formule segrete
e simboli
magici.
§ 18.4
- IL PROCESSO:
L'INTERROGATORIO
Dopo
aver individuato
sul corpo
della vittima
il marchio
satanico (cosa
che era del
tutto scontata
e che di per
se meritava
gia' il rito
purificatore
del rogo),
si procedeva
all'interrogatorio,
opponendo
alle eventuali
negazioni
dell'accusata
le dichiarazioni
di comodo
dei testi
dell'accusa.
Comunque
si riteneva
la colpa accertata
quando esistevano
due testimoni
oculari a
carico oppure
una confessione
resa dall'accusata,
spontaneamente
o sotto tortura.
I
testi dell'accusa
erano solitamente
degli sprovveduti
ruffiani,
sovente pagati
sottobanco,
disposti a
giurare qualsiasi
cosa come
"l'aver
visto la strega
operare malefici
e volare di
notte a cavallo
di qualcosa"
ed altre assurdità
del genere
(la prova
dello spettro).
Qualche volta
si trattava
di persone
che ritenevano
di essere
state lese
dai malefici
della strega
a seguito
di grandinate,
morti improvvise
di parenti
ed altro.
Viceversa
i testi a
difesa erano
quasi sempre
assenti; chiunque
avesse osato
deporre a
favore dell'accusata
veniva automaticamente
sospettato
di complicita'
e correva
il rischio
di essere
a sua volta
processato.
L'interrogatorio
procedeva
secondo schemi
quasi standardizzati
e presumeva
l'ammissione
(confessione),
senza riserve,
di qualsiasi
colpa gli
inquirenti
volessero
addosssare
alla vittima,
pena il ricorso
alla tortura.
L'idea della
tortura incuteva
un tale terrore
nelle vittime
che, pur di
evitarla,
molte confessavano
in questa
fase del processo
i piu' fantastici
ed orrendi
malefici,
ritenendo
che il rogo
fosse ancora
un male minore
in confronto
alla ferocia
degli inquisitori.
Un
altro motivo
che poteva
indurre l'accusata
a confessare
"tutto
e subito"
era la vaga
e non sempre
mantenuta
promessa dei
magistrati
di commutare
la pena di
morte nel
carcere a
vita, nel
bando o altre
pene minori.
Malgrado
la loro disponibilita'
iniziale molte
accusate venivano
ugualmente
passate alla
tortura quando
l'inquirente,
a fronte di
risposte confuse
dettate dalla
paura, sospettava
qualche reticenza.
§ 18.5
- IL PROCESSO:
LA TORTURA
Occorre
anzitutto
distinguere
tra due tipi
fondamentali
di tortura:
• la
tortura punitiva
• la
tortura inquisitoria
La tortura
punitiva consisteva,
in determinate
occasioni,
in un incremento
di sofferenza
e di dolore
applicato
ad un condannato
prima della
sua esecuzione
capitale,
come attanagliarlo
con pinze
roventi o
altro. Era
una cosa abbastanza
frequente
nel caso di
condanna per
il reato di
lesa maesta'.
Anche la gogna,
le frustate,
il taglio
di una mano
possono essere
considerati
atti di tortura
punitiva.
Nell'ambito
della persecuzione
delle streghe
questo provvedimento
non risulta
sia mai stato
applicato.
La
tortura inquisitoria
venne invece
pesantemente
applicata
(c. 90% dei
casi) nel
corso dei
processi contro
le presunte
streghe. Lo
scopo di questo
provvedimento
era duplice:
• la
strega doveva
confessare
di aver commesso
tutte le incredibili
idiozie di
cui l'accusavano
gli inquisitori
clericali
o laici.
• La
strega doveva
denunciare
i suoi complici
o altre streghe
di sua conoscenza
allo scopo
di attivare
una catena
di processi
che, in definitiva,
consentiva
ai magistrati
ed al clero
di avviare
una spirale
persecutoria
solitamente
fonte di illeciti
e cospicui
arricchimenti.
Un processo
di stregoneria,
oltre alla
condanna della
strega "esca",
comportava
sempre la
confisca dei
suoi beni
e di quelli
della famiglia;
questo in
base alla
consuetudine,
entrata in
uso dal 1184
ed anni seguenti,
che aggiungeva
alla pena
del rogo anche
la confisca.
E' inutile
sottolineare
che portando
la tortura
a limiti di
sofferenza
insostenibili
TUTTI sono
disposti a
confessare
TUTTO quello
che un inquisitore
pazzo vuole
si confessi:
Hai
partecipato
al sabba?
Devi solo
rispondere
si o no ma
ricordati
che se rispondi
no la tortura
continua.
Il
primo caso
noto di applicazione
della tortura
a scopo inquisitorio
risale al
1228, presso
il tribunale
della citta'
di Verona.
L'esempio
fu poi baldanzosamente
seguito dal
clero nel
1252 con la
papale benedizione
ed il sostegno
di Innocenzo
IV.
L'applicazione
della tortura
non competeva
solo alle
presunte streghe,
anche i testimoni
dell'accusa
che si dimostravano
reticenti
potevano essere
torturati
onde ottenere
testimonianze
"adeguate"
ed in linea
con quello
che gli inquisitori
volevano sentirsi
dire.
Si
cercava di
fare in modo
- ma non sempre
era possibile
- che la vittima
non morisse
durante i
tormenti;
era necessario
arrivare alla
fine del processo
e procedere,
con gran chiasso,
alla esecuzione
in pubblico
in modo che
questa servisse
da esempio.
Qualora
pero' la vittima
morisse a
causa dei
tormenti i
giudici non
erano ritenuti
responsabili;
la colpa era
attribuita
al Diavolo
che aveva
anticipato
la scadenza
del patto,
stipulato
secondo quanto
descritto
in §
18.3, impossessandosi
della sua
preda prima
che fosse
ridotta in
cenere sul
rogo.
Non
e' mai stato
accertato
quanti accusati
siano morti
in carcere
per le sofferenze
subite e quanti
altri si siano
suicidati
per non essere
sottoposti
ad altri tormenti.
Un fatto e'
certo che
nel 95% dei
casi di esecuzione
capitale si
e' trattato
di accusati
"confessi"
in seguito
alle torture
subite.
La
tortura poteva
essere applicata
piu' volte
in caso di
sospetta reticenza
o di ammissioni
confuse. Nella
città
di Dreissigacher
(Germania)
si e' arrivati
al caso limite
di torturare
una vittima
per 56 volte
consecutive.
Amor di Dio
e carita'
cristiana
hanno fatto
si' che gli
inquisitori
escogitassero
tormenti talmente
raffinati
che vale la
pena di citarne
qualcuno;
il lettore
impressionabile
puo' saltare
a fine paragrafo:
• I
tratti di
corda. Venivano
applicati
normalmente
per tre volte
consecutive.
Le mani della
vittima venivano
legate dietro
la schiena
e poi fissate
ad una corda
servita da
carrucola.
Sollevando
la vittima
da terra,
con strappi
piu' o meno
violenti,
si produceva
la lussazione
degli omeri.
Questo era
il tipo di
tortura piu'
frequente.
•
Lo squassamento.
E' una variante
del metodo
precedente.
La vittima
veniva appesantita
con carichi
legati ai
piedi, variabili
tra i 15 ed
i 25 chilogrammi.
Uno strappo
estremamente
violento della
corda produceva
la fuoriuscita
delle articolazioni
delle braccia
e, sovente,
la rottura
dei polsi.
• Il
cavalletto.
Tavolaccio
sul quale
la vittima
era distesa
con polsi
e caviglie
legati a funi
che facevano
capo ad un
argano. L'azione
dell'argano
provocava
lo stiramento
degli arti
con effetti
simili ai
due trattamenti
precedenti.
Questo tipo
di tortura
poteva essere
protratto
anche per
30-40 ore
e con tensione
crescente
delle corde.
• La
ruota: la
figura non
ha bisogno
di commenti
•
Le compressioni.
Tra le piu'
comuni:
o viti per
stritolare
arti e dita
o ganasce
a vite per
la testa
o stritolatori
per genitali
maschili
o stivali
con viti,
da applicarsi
a gambe e
piedi.
• La
sedia di ferro.
Era una specialita'
tedesca. La
vittima veniva
fatta sedere
nuda su di
una sedia
di ferro arroventata.
• Pinze
e tenaglie:
o Le pinze
venivano usate
per strappare
le unghie
(Scozia)
o Le tenaglie
arroventate
si usavano
per strappare
lembi di pelle.
• Tormenti
diversi. Applicati
in varie localita'
secondo l'estro
degli inquisitori:
o la vittima
veniva costretta
ad ingurgitare
enormi quantita'
d'acqua (Spagna
e Francia)
o le narici
delle vittime
venivano riempite
di acqua e
calce viva
o la vittima
veniva stesa
bocconi su
di un letto
di rovi e
poi si passava
lungo la spina
dorsale un
pesante rullo
munito di
aculei
o bruciature
con alcool
e zolfo cosparsi
sul corpo
delle vittime
o la vittima
veniva incatenata
ad un muro
(o in piedi
su di uno
sgabello)
e costretta
a bastonate
ad una veglia
forzata per
parecchi giorni,
sino al totale
istupidimento
o la culla
di Giuda dove
l'interrogato,
legato mani
e piedi, veniva
fatto dondolare
su di un cuneo
che gli tagliava
lentamente
la pancia
o asportazione
dei capezzoli
femminili
con lame taglientissime
e cauterizzazione
delle piaghe
con colata
di piombo
fuso (specialita'
di alcuni
inquisitori
papali dell'Italia
meridionale)
• Mutilazioni
varie. Asportazione
di occhi,
orecchi, dita.
Al dolore
fisico delle
vittime occorre
anche aggiungere
(e non era
cosa da poco)
la cocente
umiliazione
dovuta alla
totale nudita'
e alla perdita
di deiezioni
conseguenti
all'incapacita'
di controllare
i propri sfinteri.
Notare che
a quei tempi
la chiesa
considerava
peccaminoso
spogliarsi
nudi anche
per prendere
un bagno.
In certe occasioni
il bagno era
permesso solo
in presenza
di un prete
salmodiante
(e probabilmente
sporco come
un maiale).
Tanto
per citare
qualche esempio:
• A
Ringingen
(Germania);
la presunta
strega Anna
Spulerin fu
privata degli
occhi, delle
orecchie e
le furono
strappate
le braccia.
• Al
presunto mago
Fian gli zelanti
inquisitori
scozzesi applicarono
gli stivali
con tanta
ferocia da
frantumargli
le ossa delle
gambe e dei
piedi sino
a procurargli
la fuoriuscita
del midollo
osseo.
§
18.6 - IL
PROCESSO:
LA CONFESSIONE
Oggetto
della confessione
era tutto
cio' che il
magistrato
voleva sentirsi
dire, sulla
base di schemi
prefissati,
per cui il
termine stesso
"confessione"
e' del tutto
pleonastico;
si dovrebbe
piuttosto
parlare di
"ammissione
cieca e senza
riserve di
fatti impossibili
ed inesistenti"
C'erano
comunque,
nell'ambito
dello schema
confessionale,
dei punti
chiave, accuratamente
verbalizzati,
dai quali
non si poteva
prescindere.
• IL
PATTO COL
DIAVOLO. Dove,
come e quando
la strega
aveva stipulato
il patto demoniaco,
nei termini
gia' riportati
nel §
18.3. Patto
che comunque
era dato come
dimostrato,
senza ombra
di dubbio,
dal marchio
puntualmente
rinvenuto
sul corpo
dell'accusata.
• IL
VOLO. Dato
per scontato
che tutte
le streghe
potevano "volare",
l'accusata
doveva chiarire
dove, quando
e perche'
aveva volato
e con quali
degli accorgimenti
dettagliati
nel §
19.
• LA
PARTECIPAZIONE
AL SABBA.
Nessuna strega
poteva esimersi
dal partecipare
al sabba e
rendere omaggio
al Diavolo;
quindi l'accusata
doveva dare
ampie informazioni
sullo svolgimento
della sarabanda,
nei termini
dettagliati
al §
20.
• IL
NOME DEI COMPLICI.
Forse il punto
piu' importante
della confessione
e di tutto
il processo.
Si trattava
di acquisire
i nominativi
di altri possibili
colpevoli
(complici
di malefici,
partecipanti
al sabba)
da processare,
preferibilmente
ricchi o almeno
benestanti,
per poterli
convenientemente
spolpare.
Alcune streghe
cercavano
di superare
l'imbarazzo
denunciando
i nomi di
persone gia'
decedute,
cosa che gli
inquirenti
non accettavano
e che comportava
per l'accusata
un nuovo giro
in camera
di tortura.
Altre furono
costrette
con atroci
tormenti a
denunciare
i propri familiari
sui quali
l'inquisizione
aveva gia'
messo gli
occhi ed attendeva
solo una scusa
valida per
poterli catturare.
Infine molte
accusate,
conscie di
non aver piu'
nulla da perdere,
colsero l'occasione
per una tardiva
vendetta (...si
go da morir
mi, vòi
che ne mora
anco delle
altre), denunciando:
o coloro che
in qualche
occasione
avevano astiosamente
negato elemosina
ed aiuto
o vescovi
e preti appartenenti
all'inquisizione
o nobili superbi
ed intolleranti
o ricchi mercanti
che tenevano
egoisticamente
stretti i
cordoni della
borsa
o gli stessi
magistrati
del tribunale
e le loro
mogli
o ecc.
Anche se molti
nomi eccellenti
vennero lasciati
cadere, per
ovvi motivi,
nondimeno
tutto questo
contribui'
in seguito
a generare
quella massa
di processi
a catena,
ai quali si
accenna al
§ 21.
• MALEFICI
E COLPE DIVERSE.
Quelli che
si ritenevano
direttamente
attuati dalla
strega quali
avvelenamenti,
grandinate,
naufragi,
pestilenza
del bestiame,
unzioni, ecc.
puntigliosamente
elencati e
dettagliati.
Quest'ultima
parte non
era pero'
molto importante;
era una ulteriore
motivazione
(come se le
altre non
bastassero)
per giustificare
feroci sentenze
e rendere
soddisfazione
ai delatori,
a coloro che
si ritenevano
danneggiati
ed agli sciocchi
in generale.
§ 18.7
- IL PROCESSO:
LA VIGILIA
Terminato
il processo
e pronunciata
con molta
enfasi la
sentenza,
le streghe
condannate
a morte venivano
abbandonate
su un mucchio
di paglia
in qualche
fetida cella.
Devastate
dalla tortura
e pressocche'
incapaci di
muoversi,
attendevano
il giorno
dell'esecuzione
che, sovente,
veniva rimandato
allo scopo
di farlo coincidere
con un giorno
festivo, per
permettere
ad un vasto
pubblico e
a qualche
autorita'
di assistere
al macello.
Ma
per alcune
streghe, giovani
o ancora piacenti,
questa attesa
poteva trasformarsi
in un ulteriore
incubo. Gruppi
di giovani
per bene e
timorati di
Dio si mettevano
d'accordo
per perpetrare
uno stupro
collettivo
della vittima,
mediante la
complicita'
dei carcerieri
che, in cambio
di un po'
di denaro,
permettevano
l'accesso
alla cella
e le reiterate
violenze sessuali
sui corpi
di disgraziate
incapaci di
difendersi,
straziate
dalla tortura
e con le membra
disarticolate.
Era
cosa abbastanza
comune se
si tiene conto,
secondo la
mentalita'
d'allora che:
• l'atto
non era considerato
peccato e
non necessitava
poi di confessione
e penitenza.
Tutto sommato
i bravi giovani
(tra i quali
anche qualche
inquisitore)
si rendevano
meritevoli
al cospetto
di Dio per
questo supplemento
di sofferenza
inflitto ad
una creatura
ritenuta e
dichiarata
"demoniaca".
• I
carcerieri
si accontentavano
di poco (sconto
comitiva!)
e quindi l'atto
costava meno
di quanto
pretendesse
una comune
prostituta.
E poi in questo
caso si trattava
di peccato
da riportare
in confessione.
L'esuberanza
di queste
pie comitive
a volte era
tale che la
strega ne
moriva; non
bisogna dimenticare
che poteva
essere considerata
e giudicata
come strega
anche qualsiasi
bambina che
avesse compiuto
gli otto anni.
§ 18.8
- IL PROCESSO:
L'ESECUZIONE
Sempre
pubblica e
molto spettacolarizzata,
l'esecuzione
contemplava
come passo
finale il
rogo, inteso
come atto
di purificazione
del mondo
dalla presenza
di un essere
demoniaco,
le cui ceneri
dovevano poi
essere disperse
in qualche
corso d'acqua.
Fermo
restando quanto
sopra, le
modalita'
di esecuzione
potevano variare
secondo gli
usi locali
e l'estro
dei persecutori.
Nel timore
che qualche
condannata
potesse all'ultimo
momento ritrattare
in pubblico
la sua confessione,
in qualche
caso si provvedeva
ad inchiodare
materialmente
le labbra
della vittima
ad una tavoletta
di legno,
prima di trascinarla
sul luogo
del supplizio.
(A Giordano
Bruno, eretico,
venne applicato
un boccaglio
di legno dotato
di chiodi
conficcati
nella lingua
e nel palato)
In particolare,
prima di essere
arsa:
• in
Inghilterra
la vittima
veniva impiccata
• in
Germania,
Scozia e alcune
regioni francesi
le vittime
venivano strangolate
con la garrota
• nel
Principato
di Ellwanghen
le vittime
erano passate
a fil di spada
• in
Svezia le
vittime erano
preventivamente
decapitate.
In
Italia, Francia
e Spagna le
vittime erano
bruciate vive,
subendo l'ultimo
oltraggio
di qualche
chierico ipocrita
che alzava
davanti ai
loro occhi
una lunga
croce nera.
Particolarmente
spettacolari
furono alcune
cerimonie
organizzate
dagli inquisitori
papali di
Spagna, gli
autodafè,
durante i
quali decine,
se non centinaia,
di vittime
(streghe,
eretici, ebrei,
....) vennero
spietatamente
massacrate.
Da
non dimenticare
la "variante"
di Nicolas
Remy. Quest'ultimo
aveva introdotto
l'obbligo
di far assistere
al rogo delle
madri i figli
minori di
10 anni facendoli
nel contempo
frustare a
sangue.
§ 19
- IL VOLO
DELLA STREGA
Per
potersi recare
al sabba,
concetto base
fondamentale
della demonologia
e giustificazione
della caccia
alle streghe,
era necessario
che la strega
stessa potesse
volare.
Problema che
i "Corvi"
del §
14 risolvettero
facilmente
basandosi
su di un illustre
precedente.
Gli autori
in questione,
visto che
persino il
Cristo nel
deserto era
stato portato
in volo dal
Diavolo, con
una logica
assolutamente
stringente,
ne dedussero
che egli avrebbe
potuto benissimo
portare in
volo anche
le streghe.
Niente di
piu' facile.
Occorreva
pero' che
anche le streghe,
dal canto
loro, collaborassero
alla bisogna,
per cui vennero
inventati
tutta una
serie di accorgimenti
e di artifici
per facilitare
il lavoro
del Diavolo.
Come mezzo
di trasporto
l'attenzione
si concentro'
sulla scopa,
(in alcuni
casi su di
un bastone),
essendo la
scopa stessa
un tipico
strumento
quasi esclusivamente
usato in casa
dalle donne
e quindi naturalmente
abbinabile
al concetto
di donna-strega.
Ai maghi ed
ai demoni
invece si
addiceva di
piu' il forcone.
Qualcuno piu'
fantasioso
penso' anche
ad altri mezzi
per volare;
vediamo di
sintetizzare
tutte le trovate
che ne vennero
fuori.
• La
strega puo'
volare a cavallo
di una scopa
o di un bastone
dopo essersi
denudata ed
aver strofinato
il proprio
corpo con
qualche magico
unguento.
Gli unguenti
migliori erano
ovviamente
quelli a base
di grasso
di neonato.
• Mediante
il volo la
strega puo'
anche sfuggire
ad un eventuale
arresto.
• La
strega in
volo puo'
percorrere,
in un istante,
grandissime
distanze e
quindi recarsi
al sabba anche
in localita'
molto remote.
• Il
potere dell'unguento
magico doveva
essere tale
da far si
che nessuno
potesse notare
la sua assenza
da casa. Trattandosi
di streghe
coniugate
il Diavolo
creava un
simulacro
della donna
che continuava
a giacere
nel letto
accanto al
marito. Caso
mai si fosse
svegliato!
• La
strega poteva
volare anche
in groppa
ad animali
quali il cavallo,
l'asino, il
caprone e
persino il
lupo.
•
la strega
poteva trasformarsi
in una mosca
e volare nascosta
dentro l'orecchio
di un caprone
• Le
streghe erano
dedite al
volo notturno
non solo per
recarsi al
sabba ma anche
per raggiungere
rapidamente
i luoghi ove
intendevano
eseguire qualche
maleficio.
• Un
volo non poteva
essere attivato
se oltre a
tutti gli
accorgimenti
descritti
non venivano
pronunciate
speciali formule
magiche. Ad
esempio:
o per recarsi
al sabba (su
scopa o caprone):
Harr, harr
shebath hemen
ethan
o per altre
occasioni:
Cavallo e
cappello,
cavallo va!
Ha! Ha! Ha!
La credenza
che la strega
potesse volare
di notte a
suo piacimento
era l'aspetto
che impressionava
maggiormente
la massa ignorante
del popolino.
Nel corso
di vari processi
ci furono
molti testimoni
pronti a giurare
di aver assistito,
di notte,
al volo di
una strega.
A Rouen poi,
nel 1670,
la cosa raggiunse
il livello
di una allucinazione
collettiva.
Gruppi di
persone affermarono
di aver visto,
per 30 minuti
(!), centinaia
di streghe
nude volare
in cielo,
intente a
diffondere
una malattia
epidemica
che, a quel
tempo, aveva
gia' fatto
parecchie
vittime.
§ 20
- IL SABBA
Vediamo
ora di capire
che cosa succedeva
durante un
sabba, secondo
quanto inventato
dalla fervida,
perversa immaginazione
degli autori
di §
14, che hanno
inconsciamente
proiettato
nei loro scritti
le immagini
dei loro incoffessati
e ben nascosti
turpi desideri.
E'
stato Pierre
Mamoris che,
nel 1490,
ha dato una
definizione
accurata del
sabba, raccattando
in tutte le
pattumiere
dei suoi tempi
le favole,
gli incubi,
le ossessioni
e gli atteggiamenti,
mal condivisi
e mal repressi,
della chiesa
nei confronti
del sesso.
Il
sabba era
dunque una
grande, periodica
ed infernale
sarabanda
notturna con
la quale si
rendeva onore
al Diavolo,
rinnovando
il patto infernale
che legava
le streghe
al male.
E' necessario
non confondere
i sabba con
gli esbat.
Questi ultimi
pare fossero
riunioni settimanali
di streghe
appartenenti
a qualche
oscura congrega,
per discutere
di problemi
....associativi(?).
Il sabba si
svolgeva generalmente
in localita'
sconosciute
e molto remote
(per le streghe
scandinave
il Monte Blakulla)
secondo un
preciso calendario
stagionale,
nelle notti
che precedevano:
• la
Candelora
(2 Febbraio)
• il
Calendimaggio
(1° Maggio)
• Vigilia
di Ognissanti
(31 Ottobre
= Halloween)
oppure, secondo
altri autori:
• Vigilia
del 2 Febbraio
• Vigilia
del 1°
Luglio
• Vigilia
del 1°
Agosto
• Vigilia
del 1°
Settembre
• Vigilia
del 1°
Novembre
Scendendo
nei particolari:
• Come
si giungeva
al sabba?
o Utilizzando
i mezzi di
trasporto
gia' descritti
in §
19.
• Chi
erano i partecipanti?
o Ovviamente
tutte le streghe
ed i maghi.
Era di rigore
presentarsi
nudi e scarmigliati.
o Il Diavolo
stesso che,
in caso di
precedenti
impegni, poteva
farsi sostituire
da qualche
altro prestigioso
demone.
o Numerosi
demoni vari
tra i quali
gli incúbi
ed i succúbi.
o Un certo
numero di
caproni puzzolenti.
• Il
banchetto:
cosa si mangiava?
o Solitamente
il piatto
forte era
costituito
dai neonati
non ancora
battezzati,
rapiti alle
loro madri
ed alle nutrici.
I cuccioli
venivano cotti
a puntino
ed allegramente
sbranati.
o
Altre carni
e cibi immondi,
a volte donati
dal Diavolo,
oppure portati
da casa. Dovevano
comunque essere
puzzolenti
e disgustosi
oltre ogni
limite.
o Le bevande
consumate
erano tra
le piu' immonde
che si possano
immaginare.
Pare che la
preferita
fosse orina
di cavallo.
o Una regola
era tassativa:
tutti i cibi
dovevano essere
cotti e mangiati
senza sale.
La presenza
di un solo
pizzico di
sale avrebbe
provocato
l'indignazione,
la fuga del
Diavolo e
la conseguente
caduta in
disgrazia
di tutti i
partecipanti.
• Le
danze
o Totalmente
caotiche ed
infernali.
Si procedeva
all'indietro
al suono di
un violino
suonato da
un caprone.
o Tutti i
danzatori
dovevano essere
nudi ed esibire
oscenamente
le loro pudenda.
o Le danze
erano accompagnate
da suoni stridenti,
dissonanti
e con un corollario
di orrende
bestemmie.
o I partecipanti
(streghe)
potevano ballare
tra di loro
oppure accompagnarsi
ai demoni
presenti o
ai caproni.
• L'orgia
sessuale
o Col Diavolo
in persona
(solo per
i più
...meritevoli!!).
o Con demoni
incúbi
e succúbi.
o Con altre
streghe.
o Con un caprone
puzzolente.
o Senza alcuna
limitazione
nella copulazione,
la sodomizzazione
o nel soddisfare
i desideri
piu' osceni
e snaturati.
• Cerimonie
diverse
o La recitazione
al rovescio
del Credo
di Nicea.
o La benedizione
solenne dei
partecipanti
con un aspersorio
nero intinto
in qualche
liquido immondo.
o Consacrazione
di ostie fatte
con frattaglie
varie.
o Parodia
dell'eucaristia
con introduzione
dell'ostia
nel sedere
dei comunicandi.
o Canti corali
di inni convenientemente
osceni e blasfemi.
o Ecc. ecc.
Tutto questo
nel corso
della nottata.
Al primo canto
del gallo
tutti a casa!
Alcuni "dotti"
demonologi
hanno "calcolato"
che ai sabba
potevano partecipare
dalle 500
alle ...100.000
streghe.
Tutto
quanto descritto
potra' sembrare
eccessivamente
assurdo e
disgustoso
ma il lettore
potra' conoscere
di piu' e
di peggio
consultando
direttamente
le opere di
"virtuosi"
come De Lancre,
F.M.Guazzo,
Sprenger e
Kramer ed
altri valenti
autori elencati
in §
14, di cui
esistono edizioni
anche recenti,
debitamente
tradotte.
§ 21
- PROCESSI
CONCATENATI
Restando
ferme le motivazioni
di base che
hanno dato
origine al
genocidio
delle streghe,
tutte riconducibili
alla ricerca
di un capro
espiatorio
per sopire
la rabbia
e le frustrazioni
delle masse,
nel corso
degli eventi
un altro aspetto
divenne importante:
la ricerca
dei complici
e l'attivazione
di altri numerosi
processi in
qualche modo
concatenati
ad un primo
procedimento.
Il
primo processo
riguardava,
di massima,
una povera
e miserabile
morta di fame
alla quale
non si poteva
confiscare
nulla, neanche
per coprire
le spese di
giudizio e
il suo mantenimento
in carcere.
Quello che
pero' interessava
gli inquisitori
era la possibilita'
di estorcere
a questa prima
"esca"
i nomi di
altre persone
facoltose
da trascinare
a loro volta
in giudizio
con l'aspettativa
di un ritorno
finanziario
di tutto rispetto.
Questo
scateno',
a lungo andare,
un effetto
domino con
centinaia
di altri dibattimenti,
che si protraevano
per anni,
dando l'opportunita'
all'apparato
giudiziario
di mettere
in crisi grandi
nuclei familiari
che si vedevano
costretti
alla fuga
abbandonando
terreni ed
immobili che
venivano immediatamente
e "legalmente"
confiscati.
Era
sufficiente
che una prima
strega confessasse
di avere visto
partecipare
al sabba Tizio
oppure Caio
o altri nomi
che le venivano
suggeriti
con destrezza
e che la strega
stessa poi
confessava
per porre
fine ai suoi
tormenti.
Il
fenomeno assunse
dimensioni
incredibili
e, tanto per
dare qualche
esempio:
• a
Treviri, da
un gruppo
di 306 streghe,
processate
inizialmente,
si ricavo'
l'impressionante
cifra di 1500
complici a
loro volta
perseguiti;
• a
Rouen, nove
accusate iniziali
trascinarono
in giudizio
altre 525
persone;
• la
presunta strega
Karin Persdotter,
in Finlandia,
fini' sul
rogo in compania
di altre 13
vittime;
• nel
1585 in Germania,
i cittadini
di Rottemburg
si sollevarono
contro gli
inquisitori
perche' la
citta' era
ormai quasi
priva di donne;
• sempre
in Germania
e nello stesso
periodo, dopo
furibonde
persecuzioni,
alcuni villaggi
erano rimasti
privi di donne
o con una
donna sola.
§ 22
- AFFARI E
POLITICA
Nel
corso degli
anni divenne
sempre piu'
evidente come
la caccia
alle streghe,
oltre ad essere
un ignobile
mezzo per
eliminare
coloro che
in qualche
modo davano
fastidio alla
societa' in
generale ed
alla chiesa
in particolare,
assumesse
sempre di
piu' le caratteristiche
di una lucrosa
attivita'
"industriale".
A
parte quelle
streghe poveraccie
e nullatenenti
per le quali
il processo
procedeva
speditamente
per evitare
eccessive
spese di mantenimento
in carcere,
per le vittime
benestanti
le cose andavano
generalmente
a rilento
in quanto
le spese di
mantenimento
erano a carico
della famiglia
del carcerato,
come pure
le spese di
giudizio;
salvo, alla
fine, rovinare
il nucleo
familiare
con la inevitabile
confisca dei
beni.
Occorre
comunque notare
che i processi
di stregoneria
a sfondo politico-affaristico
maturarono
prevalentemente
in ambito
cittadino
e molti imputati
erano di sesso
maschile.
In
un periodo
di perdurante
crisi economica
migliaia di
persone, in
qualche modo
legate all'apparato
giudiziario,
trovarono
nel massacro
delle streghe
una fonte
di guadagno
e, a volte,
di arricchimento.
Tra i principali
lucratori
del sistema
si rammentano:
• gli
inquisitori
clericali
ai quali spettava
una cospicua
"quota
pontificale"
sui beni carpiti
ai condannati
e alle loro
famiglie
• i
magistrati
laici pagati
e premiati
secondo il
loro zelo
• i
notai e i
cancellieri
dei tribunali
• gli
scrivani
• i
carcerieri
• i
pungitori
• gli
esperti torturatori
• il
boia ed i
suoi aiutanti
• i
taglialegna
(minimo 40-50
grosse fascine
per ogni rogo
individuale)
• gli
esorcisti
(protezione
durante i
processi contro
influenze
demoniache)
• i
cacciatori
di taglie,
liberi professionisti
ingaggiati
dalle autorita'
per incrementare
il business
del massacro
• i
testimoni
di comodo
• i
delatori
• ecc.
A Treviri,
tristemente
famosa per
i suoi processi
di massa,
inquisitori
e magistrati
accumularono,
verso la fine
del 1500,
ingenti ricchezze
mediante la
spartizione
e la vendita
dei patrimoni
confiscati.
A partire
dalla seconda
meta' del
1500 e praticamente
in tutta l'Europa,
l'aspetto
finanziario
divenne la
principale
motivazione
per l'istruzione
dei processi
di stregoneria.
Altre
numerose e
comode motivazioni
per le accuse
di stregoneria
furono quelle
politiche
mediante le
quali si cercava
di impedire
l'ascesa al
potere (poteri
locali) di
qualcuno o
di abbattere
quelli che
tale potere
gia' lo detenevano.
Si stimano
in migliaia
i casi di
questo genere,
rammentando
che quasi
sempre a farne
le spese erano
le mogli dei
perseguiti:
la condanna
della moglie
trascinava
inevitabilmente
nel disastro
anche il marito
e la famiglia.
Qulche
volta erano
i membri della
stessa famiglia
che si accanivano
l'uno contro
l'altro per
conflitti
di interessi,
di successione
ed altre inconfessabili
motivazioni.
Lo stesso
dicasi per
quei mercanti
che cercavano
di eliminare
la concorrenza
ricorrendo
ad accuse
che, per quanto
ridicole,
potevano condurre
alla rovina
il concorrente
avversario.
Molti
autori rammentano,
come emblematico,
il caso di
Anna Pedersdotter
Absalon, finita
sul rogo dopo
tre processi.
I processi
vennero celebrati
a Bergen,
in Norvegia.
Anna era la
moglie di
Absalon Pedersdotter
Beyer, un
prete luterano
entrato in
conflitto
con gli altri
preti locali
per futili
motivi religiosi.
La donna usci'
indenne dai
primi due
processi grazie
agli appoggi
di cui godeva
il marito.
Morto il marito,
gli avversari,
da buoni cristiani,
fecero le
loro vendette
reclamando
un terzo processo
che spedi'
Anna sul rogo
nel 1590.
La donna venne
accusata di:
• aver
provocato
il "coma"
di un uomo
• aver
provocato
la "malattia"
di un secondo
uomo
• aver
dato ad un
bambino di
quattro anni
un "biscotto
stregato"
per farlo
morire
• aver
trasformato
la serva di
casa in un
"cavallo"
del quale
si era poi
servita per
volare al
sabba.
§ 23
- GRANDI CACCIATORI
Le
grandi cacce
furono particolarmente
dovute alla
solerzia dei:
• tribunali
ecclesiastici
• tribunali
secolari (con
sollecito
e nulla osta
delle diocesi)
• cacciatori
professionisti
(privati cittadini
assoldati
dalle autorita').
Questi ultimi
erano, a tutti
gli effetti,
dei veri e
propri "cacciatori
di "taglie",
squinzagliati
e sovvenzionati
dal clero
o da magistrati
secolari,
con il compito
di individuare
le possibili
vittime e
raccogliere
e/o fabbricare
e produrre
falsi elementi
di prova sufficienti
ad istruire
un processo.
Per evidenti
motivi di
interesse
i cacciatori
puntavano
preferibilmente
su possibili
vittime economicamente
dotate o comunque
benestanti.
Elenchiamo
i nomi di
alcuni turpi
individui
(fanatici
o cacciatori)
passati alla
storia per
il loro brutale
accanimento.
• Danimarca:
si ricorda
in modo particolare
il vescovo
luterano Peder
Palladius
per la sua
caccia scatenata
nel 1544,
conclusa con
52 condanne
a morte.
• Finlandia:
nel 1640 si
distinse il
vescovo luterano
Isaac Rothovius
e, tra il
1666 ed il
1674, sali'
alla ribalta
anche un giudice
del tribunale
secolare di
Ahvenanmaa,
Nils Psilander,
promotore
di una gigantesca
caccia a catena,
nella quale
si distinse
per le torture
raffinate
impiegate
nella ricerca
del "marchio
del diavolo"
sul corpo
delle vittime.
• Francia:
nella sola
Lorena, Nicolas
Remy, tra
il 1586 ed
il 1595, fece
arrostire
800 presunte
streghe. Il
"galantuomo",
alla fine
della carriera
si vantava
di aver promosso
almeno 2000
processi.
• Germania:
o il giudice
luterano Benedickt
Carpzov contese
il primato
a Torquemada
collezionando
nella sua
carriera 20.000
condanne.
o Fuchs von
Dornheim,
principe-vescovo
di Bamberga,
detto anche
il "vescovo
delle streghe".
Il buon Fuchs
non badava
a spese; fece
costruire
una "casa
delle streghe"
con una straordinaria
sala di tortura
dalle pareti
rivestite
di scaffali
contenenti
migliaia di
bibbie; questo
perche' le
urla dei seviziati
non trapelassero
all'esterno.
Quanto all'attrezzatura
era il meglio
del suo tempo
e comprendeva
terrificanti
strumenti
da applicare
agli organi
sessuali di
ambo i sessi.
E visto che
l'investimento
doveva "rendere",
nel giro di
10 anni (fine
1600), il
principe-vescovo
mando' all'altro
mondo 600
vittime dopo
aver personalmente
infierito
sugli organi
sessuali delle
stesse.
o Il principe
cattolico
Filippo von
Ehrenburg
di Würzburg,
nel giro di
10 anni, all'inizio
del 1600,
totalizzo'
la bella cifra
di 900 esecuzioni,
comprendendo
pure alcuni
suoi parenti.
Tra le vittime
figurano anche
17 bambini
di eta' compresa
tra i 5 e
i 7 anni accusati
di aver avuto
rapporti sessuali
con Satana.
• Inghilterra:
negli anni
1645-1647
Mattew Hopkins
e John Stearne
mandarono
a morte parecchie
centinaia
di vittime.
• Italia:
o Antonio
da Casale
inquisitore,
nelle ultime
decadi del
1400 ha imperversato
nella Lombardia
meridionale
alla media
di 100 roghi
all'anno e
con una punta
di 400 vittime.
In particolare,
nel comasco
e intorno
al 1600, alcuni
cacciatori
di streghe
si dimostrarono
cosi' zelanti
da causare
vere e proprie
sommosse nella
popolazione.
o Il frate
Mino di San
Quirico, inquisitore
a Firenze
dal 1332 al
1334, viene
cacciato a
furor di popolo
per la sua
irrefrenabile
avidita' e
per le sue
angherie.
o Il papa
Ghislieri
(S. Pio v)
• Scozia:
John Kinkaid
e John Dich
vennero addirittura
arrestati,
nel 1662,
per la ferocia,
l'accanimento
nella tortura
e gli inganni
perpetrati
durante i
processi contro
centinaia
di presunte
streghe.
• Spagna:
come dimenticare
il migliore?
Il grande
Torquemada
che nel corso
della sua
carriera colleziono'
quasi 45.000
vittime, con
un exploit
di 10.000
roghi in soli
18 mesi. (Cifre
comprensive
anche delle
persecuzioni
agli ebrei
e ad altri
eretici).
Juan Antonio
Llorente,
storico dell'Inquisizione
(Rif. 245),
attribuisce
a Torquemada,
nel corso
di 15 anni
di mandato:
• 10.280
vittime morte
tra le fiamme
dei roghi
• 6.860
condannati
bruciati in
effigie perche'
latitanti
o morti in
carcere per
le torture
subite
• 27.321
persone punite
con carcere
perpetuo,
pene infamanti
(obbligo del
sanbenito)
e confisca
dei beni.
• N.
114.401 famiglie
indagate e/o
completamente
rovinate.
• Svizzera:
anche Calvino
diede un significativo
impulso al
msssacro definendo
le streghe
come "le
puttane del
diavolo".
§
24 - LA MISURA
DEL MASSACRO
Quantificare
l'entita'
del massacro
non e' soltanto
difficile
ma e' praticamente
IMPOSSIBILE.
Anche
se molti studiosi
si sono cimentati
nell'arduo
tentativo
di determinare
delle cifre
accettabili
e condivisibili
dai piu',
i valori che
vengono proposti
sono del tutto
carenti ed
inattendibili.
Di molte centinaia
(o migliaia)
di processi
si e' ormai
persa ogni
traccia. E
questo per
vari motivi:
• incendi
• saccheggi
• studi
su particolari
aree, incompleti
o non eseguiti
• distruzioni
accidentale
di archivi
• distruzioni
volute di
archivi
Le distruzioni
volute riguardano
in particolar
modo gli archivi
dei tribunali
ecclesiastici,
in quanto
il clero ha
sempre e sistematicamente
distrutto
e/o occultato
tutti i documenti
ed i reperti
storici che
potevano essere
considerati
dannosi alla
propria immagine
di facciata.
In molte occasioni
i verbali
dei processi
vennero bruciati
sul rogo unitamente
alla strega
affinche'
fosse distrutta
qualsiasi
testimonianza
della sua
esistenza
satanica.
Quindi
le cifre che
seguono vanno
considerate
come ordini
di grandezza
e come espressione
delle opinioni
degli autori
che le hanno
determinate.
E' comunque
possibile
raggruppare
tali valutazioni
(sono sempre
delle stime!),
che vengono
da piu' parti
proposte,
in tre grandi
gruppi:
• stime
minime
• stime
medie
• stime
massime
Si da' naturalmente
per scontato
che le stime
minime e massime
riflettono
il pensiero
e la collocazione
degli autori
nei riguardi
della chiesa;
le stime medie
riflettono
l'atteggiamento
di autori
apparentemente
neutrali ma
non per questo
devono essere
ritenute come
piu' attendibili.
L'accettazione
di tali cifre
e' quindi
totalmente
a carico del
lettore.
Abbiamo pertanto
come valutazione:
• Minima:
circa 300.000
processi e
145.000 esecuzioni
(Rif. 240)
• Media:
1.200.000/1.500.000
processi e
900.000/1.200.000
esecuzioni
• Massima:
circa 12.000.000
processi e
9.000.000
esecuzioni
(Rif. 305)
Sul quotidiano
"La Repubblica"
del 4/10/1985
e' stato pubblicato
un articolo
dello studioso
Hans Kühng
(sacerdote
e teologo),
nel quale
si afferma
che il numero
delle "streghe"
uccise, a
partire dal
1484 e sino
al 1782, ammonta
all'impressionante
cifra di 9
milioni.
Come si puo'
constatare
il divario
e' enorme.
La situazione
si chiarisce,
ma non molto,
quando si
prendono in
considerazione
cifre parziali
riferite a
particolari
aree geografiche
(regioni)
che sono state
oggetto di
studi, piu'
o meno approfonditi,
sulla base
di ritrovati
documenti
processuali.
Non c'e' comunque
nessuna certezza
che tutto
sia stato
ritrovato
e studiato.
Molti di questi
dati derivano
da estrapolazioni,
basate su
cio' che e'
noto, anche
molto accurate
ma comunque
non certe.
Per venire
incontro alla
naturale curiosita'
del lettore
alcuni valori
(i piu' attendibili)
sono stati
raggruppati
nella tabella
che segue
con l'avvertenza
che i dubbi
restano sempre
legittimi.
________________________________________
AREA/TERRIT.
REGIONE/CITTA
POPOLAZ. PROCESSI
ESECUZ.
ITALIA ##
(1) = 4000
1500
. Venezia
= 700 .
. Como (2)
= . 300
. Triora (3)
= . 40
. Bormio (1485)
= . 41
. Bormio (1514)
= . 30
. Valcamonica
(1518) = .
80
. Cavalese
(1505) = .
14
GERMANIA ##
= 50000 20000-30000
. Bamberga(1625-1630)
= . 600
. Costanza
= . 50
. Eichstatt
(4) = . 274
. Quedlinburg
(5) = . 133
. Ellwangen(1611-1618)
(6) = . 400
. Treviri
= . 7000
. Wurzburg
= . 900
. Wiesensteig
(1562) = .
63
. Oppenau
(1562) = .
300
. Obermachtal
(1562) = .
54
SPAGNA ##
(7) = 6000
.
. Paesi Baschi/Labourd(1600)
= . 600
. Logrono
= . 30
SCANDINAVIA
## = 4000
1700
. Danimarca
580000 2000
1000
. Norvegia
(8) = 1400
350
. Svezia Nord
(9) = . 200
. Finlandia
= 152 28
EUR. EST/RUSSIA
## = 5000
.
. Pskov(Russia)
(10) = . 12
SVIZZERA ##
(11) = . 10000
. Ginevra
= . 660
. Vaud = 4000
3000
FRANCIA/BELGIO
## = . .
. Lorena =
3000 2700
. Regione
parigina =
4000 .
. Mora = .
300
. Ardenne
(12 = . 300
. Fiandre
= . 98
. Tolosa =
. 400
INGHILTERRA
(+ isole brit.)
(13) = 3000
2500
SCOZIA ##
(14) 1000000
2500 1500
POLONIA ##
= 3000 .
UNGHERIA ##
(15) = 1500
450
LUSSEMBURGO
## (1509-1687)
= . 358
AUSTRIA ##
= 1700 900
BOEMIA ##
= . 1000
OLANDA ##
= . 150
________________________________________
1.
In Italia
le aree principali
dove avvennero
i piu orrendi
massacri furono:
o Benevento
o Como e teritori
attigui
o Engadina
(territorio
di Poschiavo)
o Friuli
o Milano
o Modena
o Trentino
o Valcamonica
o Valtellina
2. Il tribunale
della diocesi
di Como ha
mandato al
rogo 300 presunte
streghe in
meno di un
mese.
3. Durante
il processo
alle streghe
di Triora
(Liguria),
che e' costato
la vita a
40 presunte
streghe, quel
sant'uomo
che era l'arcivescovo
di Albenga
autorizzo'
ai suoi inquisitori
la riesumazione
dell'ordalia
di fuoco,
in disuso
ormai da secoli.
Il risultato
fu che alcune
vittime ebbero
i piedi carbonizzati;
altre morirono
durante la
prova, ed
altre ancora
incapaci di
reggersi sugli
arti bruciati
dovettero
percorrere
la distanza,
che separava
il luogo dell'ordalia
dal tribunale,
trascinate
sul terreno
in ginocchio,
con conseguente
scarnificazione
delle articolazioni.
(Sui fatti
di Triora
vedere su
questo sito
Triora, la
Salem d'Italia)
4. In un solo
anno.
5. Uccise
in un solo
giorno e bruciate
su di un rogo
gigantesco.
6. In otto
anni: dal
1611 al 1618.
7. Di cui
c.4000 gestiti
dai tribunali
ecclesiastici,
gli altri
dai tribunali
secolari per
conto dell'inquisizione.
8. Nel 1650.
9. In nove
anni: dal
1668 al 1676.
10. Bruciate
in un solo
giorno.
11. In Svizzera
e in alcune
occasioni
il totale
delle vittime
e' stato pari
al 90% dei
processi.
12. Si tratta
di esecuzioni
illegali avvenute
all'inizio
del 1600.
13. Protestante
dal 1560.
14. Protestante
dal 1560.
15. Nel 1728-29,
a Szeged,
13 donne condannate
a morte per
aver "provocato"
la grandine.
________________________________________
E' stato stimato
che il tasso
delle condanne
a morte, secondo
varie localita'
ed epoche,
si sia aggirato
sul 67-81%
dei processi,
con punte
massime eccezionali
del 92% (Svizzera).
Nei casi in
cui non veniva
comminata
la condanna
a morte, le
"pene
minori"(!)
potevano consistere
nella marchiatura
a fuoco, accecamento,
estirpazione
della lingua,
mutilazioni
varie, ecc.
In pochi casi
fortunati
il presunto
colpevole
poteva essere
liberato e
mandato in
esilio.
I
territori
dove venne
celebrato
il maggior
numero di
processi per
stregoneria,
circa il 75%,
sono stati:
• Francia
• Svizzera
• Germania
• Paesi
Bassi
Nell'insieme
di questi
territori
era allora
concentrato
circa il 50%
dell'intera
popolazione
europea.
Centri particolarmente
attivi sono
stati:
• Alsazia
• Baviera
• Brandeburgo
• Lorena
• Savoia
• Scozia
• Regione
Tolosana
• Regione
Trentina
E' stato stimato
che nei detti
territori,
tra il 1550
ed il 1600
(50 anni!),
siano state
uccise oltre
300.000 persone.
Il massimo
della barbarie,
per accanimento,
ferocia nelle
torture e
numero di
esecuzioni
si verifico'
in Germania
(nei territori
di lingua
tedesca).
Visto anche
quello che
e' successo
all'epoca
del nazismo
vien fatto
di pensare
che si tratti
di una caratteristica
genetica;
un problema
di DNA dei
crucchi?
§
25 - STREGHE
PARTICOLARI
Oltre
alle streghe
"tradizionali"
gia' descritte,
la furia omicida
del cristianesimo
si abbatte'
anche su gruppi
di persone
che con la
magia bianca
o nera avevano
poco a vedere.
Il compito
naturale dei
tribunali
che avrebbe
dovuto essere
quello di
vagliare le
prove e formulare
un equo giudizio
venne stravolto
al punto di
considerare
l'accusato
gia' colpevole
e condannato
prima ancora
del processo
stesso.
Il dibattito
processuale
doveva solo
confezionare
quelle prove
che giustificassero
"moralmente"
l'atteggiamento
mostruosamente
criminale
della chiesa.
• LEVATRICI
- Categoria
di persone
altamente
a rischio
a causa delle
sciocchezze
diffuse da
teologi imbecilli
sull'uso che
le levatrici
avrebbero
fatto dei
neonati non
battezzati.
Tutto questo
accentuato
dalle tragiche
condizioni
di vita dell'epoca,
causa prima
di una estesa
mortalita'
infantile.
Senza poi
contare che
molti genitori,
non in grado
di sfamare
altre bocche,
erano indotti
a sopprimere
i loro stessi
figli seppellendoli
vivi in qualche
angolo nascosto.
(Oggi, a volte,
qualcuno trova
comodo utilizzare
i cassonetti
dell'immondizia
per disfarsi
dei neonati.)
Molte levatrici
finirono sul
rogo accusate
di rubare
i neonati
per poi consacrarli
al male battezzandoli
nel nome del
Diavolo.
Le levatrici
erano, sovente,
anche erboriste
e guaritrici
e costituivano,
nelle campagne,
l'unica forma
di assistenza
medica a cui
potersi rivolgere.
Alcune disponevano
di patenti
rilasciate
dalle autorita'
locali, non
sempre sufficienti
a preservarle
da accuse
ed arresti.
Molte di esse
furono probabilmente
eliminate
perche' si
ponevano in
seria concorrenza,
sopratutto
in ambito
cittadino,
con medici
e speziali
che godevano
di maggior
prestigio
in seno alla
societa' d'allora.
Sulla persecuzione
delle levatrici
la casistica
e' impressionante
e, anche qui,
ci limitiamo
a pochi esempi
significativi.
o Dillingen,
Germania,
anno 1587.
Esecuzione
della levatrice
Walpurga Hausmannin
accusata di
aver fatto
morire 40
neonati nell'arco
di 12 anni
per oscuri
motivi di
stregoneria.
o Szegerin,
Ungheria,
anno 1728.
Altra levatrice
bruciata viva
accusata di
aver battezzato
2000(!) bambini
nel nome del
Diavolo.
o Lindheim,
Germania,
anno 1661.
L'illuminato
giudice George
L. Geiss condanna
a morte una
levatrice
ed altre 6
complici accusate
di aver rubato
e fatto a
pezzi un neonato
per ricavarne
un unguento
magico. I
genitori del
bambino si
oppongono
alla sentenza.
Fanno riesumare
il cadaverino
del figlio
per dimostrare
l'infondatezza
dell'accusa,
ma il Geiss
non demorde
(troppi soldi
in ballo).
Accusa di
complicita'
gli stessi
genitori ed
altre 28 persone
e li fa spietatamente
torturare
perche' ritrattino
e neghino
l'evidenza
stessa dei
fatti.
• BAMBINI
- Anche bambini
ed adolescenti
(in particolare
femmine) furono
estesamente
processati
ed uccisi
con l'accusa
di stregoneria;
era sufficiente
avere compiuto
gli otto anni
per cadere
nelle grinfie
degli inquisitori.
Secondo quanto
ci insegna
il famigerato
"Malleus
Maleficarum",
fanciulle
impuberi di
8-10 anni,
consacrate
dalle loro
madri al Diavolo,
sarebbero
in grado di
scatenare
furiose tempeste
in mare e
devastanti
grandinate
sui raccolti.
Sprenger e
Kramer danno
per scontata
la trasmissione
del maleficio
da madre a
figlia:
...l'esperienza
dimostra che
sempre le
figlie hanno
fama di essere
le imitatrici
dei delitti
materni....e
che quasi
sempre la
progenie e'
infetta.
Comunque si
riteneva che
i "figli
del diavolo"
generati dalle
streghe non
fossero veramente
figli di un
demonio ma
di uomini,
in quanto
il Concilio
Laterano IV
(1215) aveva
stabilito
che gli angeli
sono privi
di sesso,
ed essendo
i demoni angeli
decaduti,
possono al
piu' fecondare
una donna
accopiandosi,
in veste di
demoni succúbi,
prima con
un uomo ricevendone
il seme per
poi passarlo,
in veste di
demoni incúbi,
alla donna.
Sembra un'anteprima
della banca
del seme!
(Comunque
Shakespeare
non era d'accordo
su questa
teoria e nel
suo lavoro
"La Tempesta"
dichiarava
esplicitamente
che Calibano
era figlio
di una vecchia
strega e del
Diavolo.)
Alcuni esempi
della mano
pesante degli
inquisitori:
o Wurzburg,
Germania,
negli anni
dal 1627 a
1629. Su 160
processi per
stregoneria
ben 64 risultano
a carico di
bambini.
o Wurzburg,
Germania,
anno 1629.
Molti bambini
vennero condannati
per stregoneria
dopo aver
subito atti
di pedofilia
da parte del
vescovo locale,
del suo cancelliere
e di altri
ecclesiastici.
o Paesi Baschi,
dal 1610 al
1614. Vennero
condannate
1600 streghe
confesse.
Di queste
1300 erano
bambini.
• BENANDANTI
- Una strana
setta nata
e cresciuta
in Friuli,
all'inizio
del seicento;
si trattava
di individui,
nati con la
membrana amniotica
che, protetti
da speciali
talismani,
cadevano in
trance e asserivano
di andare
in tale stato
e di notte,
a combattere
le streghe
e i loro malefici.
Tanta buona
volonta' comunque
non servi'
loro a nulla
perche' l'inquisizione
li accuso'
a loro volta
di stregoneria
(cultori di
antichi riti
di fertilità)
e li fece
fuori.
• ARMIERS
- Qualche
caso in alcune
zone dei Pirenei.
Un armier
era un individuo
che sosteneva
di avere la
capacita'
di vedere
le anime dei
morti e di
conversare
con loro.
Pare che queste
anime irrequiete
amassero rifugiarsi
in case confortevoli
e ben riscaldate,
bevendo abbondantemente
del vino migliore
che pero'
non si consumava.
• SEGUACI
DI DIANA(?)
- Stando alla
confessione
di Bellezza
Orsini (1540),
certe streghe
erano raccolte
in gruppi
presieduti
da una patrona
eletta per
tre anni.
Tutte le patrone
rispondevano
ad una regina,
chiamata Befania,
residente
a Rieti.
§ 26
- LIBRI DI
MAGIA
Il
libro di magia
piu' utilizzato
dalle streghe
pare sia stato
il "Libro
del Comando",
sovente citato
e, a quanto
si dice, ancora
oggi in uso
presso:
• le
streghe (masche)
del Piemonte
e dell'Alta
Savoia
• le
streghe (strie)
del Tonale
• le
streghe del
Beneventano
• le
streghe dell'Isola
di Man (Inghilterra)
Malgrado tali
affermazioni
si sospetta
che questo
libro non
sia mai esistito
e che si tratti
di uno di
quei numerosi
manuali di
stregoneria
noti come
"Grimoires".
Di
grimoires
invece ce
ne sono moltissimi.
Sono apparsi,
sotto forma
di manoscritti,
intorno al
1100-1200
e, con l'avvento
della stampa,
malgrado le
interdizioni
della chiesa,
si sono rapidamente
moltiplicati
e diffusi
in tutta l'Europa.
I grimoires,
anche oggi
facilmente
reperibili
in librerie
specializzate,
contengono
una quantita'
di ricette,
piu' o meno
strane, nonche'
raccolte di
formule magiche
per eseguire
sortilegi,
metamorfosi,
prevenire
le corna ed
altre singolari
magie.
Molti di essi
riportano
anche formule
di "contro-magia"
per sciogliere
incantesimi,
cacciare il
malocchio
e comunque
difendersi
da eventuali
magie negative
operate a
danno del
lettore.
La
presunta strega
Bellezza Orsini,
giustiziata
nel 1540 a
Roma per aver
compiuto numerosi
malefici,
nel corso
del processo
affermo' di
possedere
un libro di
180 fogli
contenente
"tutti
li segreti
boni et cattivi...".
Questi libri
venivano tramandati
da una generazione
all'altra,
da maestra
a discepola.
Tra i piu'
famosi grimoires
si ricordano:
• La
Clavicola
di Re Salomone
(testo ebraico
molto antico)
• Il
Dragone Rosso
(riedizione
del precedente,
circa 1650)
• Il
Grande Alberto
• Il
Piccolo Alberto
• Il
Grimoire di
papa Onorio
III (sic),
grande conoscitore
di arti magiche
(1216-1227)
Recentemente,
alcuni autori
hanno creduto
vedere, in
un libro apparso
intorno al
1586, una
riedizione
della "Clavicola
di Re Salomone".
Il libro in
questione,
conosciuto
anche come
"Manoscritto
di Voynich",
ha resistito
, fin ora,
ad ogni tentativo
di decifrazione.
Si suppone
comunque trattarsi
di una truffa,
abilmente
operata ai
danni di Rodolfo
II, imperatore
del Sacro
Romano Impero.
§ 27
- INGREDIENTI
E RICETTE
Dai
manuali di
stregoneria
citati in
§ 26
(grimoires)
si rileva
come le streghe
utilizzassero,
oltre alle
erbe, altri
ingredienti
che oggi ci
sembrano quanto
meno strani
se non disgustosi.
Anzi per alcuni
di essi ci
si chiede
quali reali
possibilita'
avessero di
procurarseli;
pensiamo,
ad esempio,
al "grasso
di neonato
non battezzato"
sovente indicato
come ingrediente
base per numerose
applicazioni.
Solo
per curiosita'
del lettore
citiamo alcuni
componenti
ed alcune
curiose ricette,
dubitando
fortemente
che alcuni
di essi siano
mai stati
veramente
utilizzati.
L'elenco e'
ovviamente
incompleto
e puramente
indicativo.
• Ingredienti
vegetali:
o acconito
o achillea
o alligante
o aloe
o belladonna
(erba delle
streghe)
o cicuta virtuosa
o cinquefoglie
o datura stramonio
(erba del
Diavolo)
o fiori di
pervinca
o funghi vari
o hascish
o maggiorana
o menta
o muffe varie
o pastinaca
acquatica
o ruta
o salvia
o segale cornuta
o solano
o valeriana
(radice)
o verbena
o zafferano
o . . . .
.
• Ingredienti
diversi:
o aceto
o ali di pipistrello
o cervello
di gatto
o corda di
impiccato
o escrementi
di rospo
o fiele di
vacca
o fuliggine
o grasso di
neonato
o lombrichi
o marmellata
di ragni
o olio aromatico
o ossa di
morto
o rane e rospi
(essicati
e polverizzati)
o rognoni
di topo
o salnitro
o sangue di
piccione
o sangue di
pipistrello
o zolfo
o . . . .
.
La "mandragora",
pianta magica
per eccellenza,
poteva, a
volte, essere
usata come
ingrediente
ma generalmente
la sua funzione
era un'altra.
La radice
della mandragora,
che ricorda
vagamente
la forma umana,
veniva scolpita
e lavorata,
seguendo un
puntiglioso
rituale, per
ottenere il
"magistello",
talismano
particolarmente
caro alla
strega in
quanto si
riteneva avesse
un particolare
potere protettivo
per la strega
stessa, preservandola
da magie e
sortilegi
operati da
altre streghe
nemiche o
concorrenti.
A
proposito
di ricette:
• Le
pomate, con
le quali le
streghe si
spalmavano
il corpo per
predisporsi
al volo notturno,
sarebbe state
costituite
da parti di
acconito,
belladonna
e cicuta;
il tutto mescolato
e reso consistente
mediante fuliggine,
grasso (di
neonato ?),
sangue di
pipistrello
e un poco
di olio aromatico.
• Mancando
a quei tempi
la pillola
si poteva
ottenere un
anticoncezionale
"sicuro"
polverizzando
delle corna
di cervo castrato
e miscelando
poi con fiele
di vacca;
dopo opportuna
essicazione,
il tutto doveva
poi essere
nuovamente
ridotto in
polvere. Ogni
venerdi la
donna doveva
cospargersi
il corpo con
detta polvere
e l'effetto
era garantito
per una settimana.
La controindicazione
nasceva dalla
difficolta'
di trovare
un cervo disposto
a rimetterci,
oltre agli
attributi,
anche le corna.
• Per
sedurre un
uomo era sufficiente
raccogliere
qualche fiore
di pervinca
ed alcuni
lombrichi;
for bollire
il tutto,
dissecare
e ridurre
il residuo
in polvere
da cospargere
sull'uomo
desiderato.
• Piu'
sbrigativamente:
ungersi labbra
e lingua con
olio santo,
rubato in
chiesa, e
poi baciare
l'uomo.
PARTE
III - FINE
DI UN INCUBO
§
28 - SFATARE
LA LEGGENDA
Molti
ricercatori
che si sono
dedicati all'argomento
del genocidio
delle streghe
avevano avuto
modo di constatare,
non senza
qualche perplessita',
come molte
presunte streghe,
interrogate
dagli inquisitori,
mentre negavano
tenacemente
certe accuse
(sino a farsi
torturare),
non avevano
particolari
remore ad
ammettere
di avere "volato"
e di avere
"partecipato
al sabba".
Ammissioni
fatte con
convinzione
ed in totale
buona fede,
che hanno
notevolmente
stupito gli
studiosi,
sino a quando
qualcuno non
comincio'
a considerare
con attenzione
gli insoliti
ingredienti
che entravano
nei ricettari
dei libri
di magia.
(§ 27)
Una
spiegazione
convincente
e' stata data
dallo studioso
A. J. Clark
(Rif. 140)
che ha posto
particolare
attenzione
sulle sostanze
allucinogene
e stupefacenti,
contenute
nei ricettari,
capaci di
indurre nelle
streghe stati
transpersonali
assai simili
a quelli prodotti
da certe droghe
moderne.
In
realta' le
streghe non
volavano e
non partecipavano
al sabba ma
erano "convinte
di farlo"
a causa delle
droghe che
assorbivano
quando si
denudavano
e si spalmavano
il corpo con
i loro unguenti
magici.
Lo stato confusionale
nel quale
si svegliavano,
dopo qualche
ora da tale
trattamento,
non faceva
altro che
convincerle
di avere veramente
partecipato
ad eventi
impossibili
che in realta'
erano solo
degli incubi
auto-indotti.
In particolare:
• la
sensazione
di volare,
di spostarsi
rapidamente
e di superare
istantaneamente
grandi distanze
era dovuta
specialmente
all'assorbimento,
attraverso
la pelle (unguenti),
di massiccie
dosi di acconito,
belladonna,
pastinaca
ed altri componenti
minori.
Durante il
breve tempo
necessario
per l'assorbimento
cutaneo, queste
sostanze davano
una sensazione
di caduta
o di galleggiamento
nel vuoto
assai simile
a quella del
volo. Tenuto
conto che
la strega
stessa desiderava
"volare",
la sensazione
prodotta era
gia' di per
se una cosa
convincente.
• la
partecipazione
al sabba e
sopratutto
al banchetto
(virtuale)
era la realizzazione,
in sogno,
di quel problema
che assillava
quotidianamente
la strega:
mangiare;
illudersi
di mangiare,
qualche volta,
sino alla
completa sazieta'!
Se questo
non poteva
essere realizzato
allo stato
cosciente
allora la
strega si
abbandonava
nel suo delirio
alla sensazione
di potersi
finalmente
nutrire.
Tale sensazione
era dovuta
all'assorbimento,
oltre che
dei composti
sopra citati,
anche di dosi
ben regolate
di estratto
di cicuta.
E' stato notato
che molte
ricette comprendevano
anche la cicuta
ma sempre
in quantita'
non mortali.
(Per inciso:
alcune popolazioni
andine usano
masticare
foglie di
coca (betel?)
per meglio
sopportare
la fatica
ma sopratutto
i morsi della
fame).
• la
copulazione
coi demoni,
altro desiderio
sovente represso
a livello
cosciente
che veniva
invece soddisfatto
a livello
di sogno,
mediante altri
ingredienti
a base di
sostanze oppiacee
e hascish
(canapa indiana)
che avevano
il potere
di agire sulle
mucose vaginali
ingenerando
violenti stati
di eccitazione.
L'assorbimento
di dette sostanze
e di altre,
in dosi minori,
poteva condurre
a stati di
schizofrenia,
di eccitazione
motoria e
di offuscamento
delle capacita'
percettive
per cui la
strega, cosi
drogata, vagava
di notte in
stato di incoscienza
per poi ritrovarsi
al risveglio
in luoghi
insoliti,
lontani dalla
sua normale
abitazione.
Lo stato confusionale
e di amnesia
che ne seguivano
inducevano
la strega
a credere
di aver partecipato
ad eventi
straordinari
e di aver
soddisfatto
tutti quei
desideri che
allo stato
normale erano
repressi e
irrealizzabili.
Approfittando
di questa
disposizione
delle streghe
ad ammettere
come vere
certe assurdita'
(volo, sabba,
ecc.), gli
inquisitori
ebbero buon
gioco nel
trasformare
tali sogni
in colpe reali,
di cui accusavano
le streghe
stesse, corredandole
con tutte
quelle stupidaggini,
frutto della
fantasia di
certi teologi
e che sono
state citate
nei paragrafi
precedenti.
Nei
secoli della
caccia alle
streghe, oltre
alle note
epidemie di
colera, vaiolo
e peste, ci
furono anche
quelle di
"ergotismo"
dovute alla
presenza infestante
nelle colture
della "segale
cornuta".
Se presente
in quantita
nei cereali,
e conseguentemente
ingerita,
poteva provocare
terribili
allucinazioni.
Non e' pero'
certo che
questa sostanza
sia entrata
a far parte
dei ricettari
delle streghe.
Da
ricordare
che alcuni
medici dell'epoca
quali G. Cardano
(1557), E.Jones,
J.Cotta ed
altri, rischiando
seriamente
in proprio,
avevano cercato
di sfatare
le bugie degli
inquisitori
dimostrando
come molti
dei mali che
si attribuivano
alle streghe
erano solo
fatti isterici,
epilettici
conseguenti
all'abbruttimento
dovuto alla
malnutrizione.
Secondo il
Cardano, era
sin troppo
facile indicare
come in preda
la demonio
gruppi di
donne solitarie
e miserabili
che vivevano
nelle valli
prealpine,
nutrendosi
quasi esclusivamente
di castagne
e verdure
selvatiche,
cosa che le
rendeva deformi,
macilente,
scontrose,
sovente pazze
a causa di
allucinazioni
dovute alla
fame.
§ 29
- FINE DELL'INCUBO
Sviluppatosi
in sordina,
gia' a partire
dal XIII secolo,
e toccati
vertici allucinanti,
il genocidio
delle streghe
ando' lentamente
attenuandosi,
sul finire
del 1600,
non senza
sussulti e
tardivi rigurgiti
di intolleranza.
I motivi che
concorsero
all'attenuazione
del fenomeno
sono diversi
e tra i piu'
importanti
si annoverano:
• la
nascita del
cartesianesimo
quale poderoso
rivale della
filosofia
scolastica;
• la
nascita e
la divulgazione,
tra mille
impedimenti,
delle opere
di Copernico,
Newton, Galileo,
Keplero ed
altri;
• il
lento radicarsi
nelle coscienze
di una filosofia
meccanicista
in opposizione
alle menzogne
della chiesa
in fatto di
miracoli,
spiriti, divina
provvidenza,
utilita' della
preghiera
ed altre simili;
• l'attenuarsi
di una superstizione
religiosa
totalmente
cieca ed i
primi cedimenti
di un credo
imposto per
secoli con
la ferocia
ed il terrore;
• il
rifiuto del
dogmatismo
e del principio
d'autorità
della chiesa;
• l'attenuarsi
della crisi
economica
e il lento
miglioramento
delle condizioni
di vita, sopratutto
nel mondo
rurale;
• il
miglioramento
generalizzato
dei salari
e la quasi
totale scomparsa
dell'inflazione;
• l'influsso
dell'umanesimo
e la lenta
ma costante
diffusione
di una cultura
di base dovuta,
nella prima
meta' del
1700, all'opera
di scrittori
illuminati
e degli enciclopedici
francesi;
• la
depenalizzazione
del reato
di stregoneria,
di per sè
palesamente
assurdo, operata
da alcuni
stati a partire
dal 1700
Tutto cio'
contribui'
alla eliminazione
quasi totale
dell'orrenda
persecuzione,
in tutti i
paesi europei,
con non poche
eccezioni
ed in tempi
diversi. Per
quanto riguarda
gli anni di
celebrazione
degli ultimi
processi si
ha:
• Austria
1775
• Danimarca
1762
• Francia
(territori)
1783
• Germania
(territori)
1805
• Inghilterra
1717
• Irlanda
1711
• Italia
(territori)
1859
• Olanda
1659
• Polonia
1776
• Scozia
1727
• Spagna
1820
• Svezia
1779
• Svizzera
(cantoni)
1782
• .
. . . .
comunque non
tutti conclusi
con condanne
a morte.
Per
quanto invece
concerne gli
anni di esecuzione
delle ultime
sentenze capitali
abbiamo:
• Austria
1750
• Danimarca
1693
• Francia
(Alsazia)
1683
• Germania
(Kemten) 1775
• Inghilterra
1685
• Irlanda
1711
• Italia
(Palermo)
1724
• Olanda
1609
• Polonia
1775
• Scozia
1708
• Spagna
1781
• Svezia
1710
• Svizzera
(Glarona)
1782
• .
. . . .
Parlando di
eccezioni,
al di fuori
delle date
citate, ecco
alcuni casi
eclatanti:
• 1894
- In Irlanda
una presunta
strega viene
torturata
a morte da
alcuni "nostalgici"
senza alcun
processo.
• 1900
- Sempre in
Irlanda alcuni
volenterosi
bruciano viva
una strega,
nel suo stesso
focolare.
• 1981
- In Messico
un marito
denuncia alla
folla la propria
moglie accusandola
di aver provocato
l'attentato
a Giovanni
Paolo II con
un rito magico.
La devotissima
folla si affretta
ad accoppare
la donna a
colpi di pietra.
• 2001
- Nell'Italia
meridionale
un'intera
famiglia,
genitori compresi,
viene arrestata
per aver provocato
la morte di
un neonato
nel corso
di un rituale
magico.
Tanto per
citare. Ad
Alessandria
(I) molti
anziani ricordano
ancora un
frate briccone
che, sul finire
degli anni
30, in una
chiesa di
via S.Francesco
d'Assisi,
praticava
un rito contro
il malocchio.
Malgrado fosse
stato diffidato
dal vescovo
e dal podesta'
fascista,
introduceva
in chiesa
di nascosto,
alle tre del
mattino, madame
sprovvedute
e relativi
marmocchi,
che cascavano
in terra dal
sonno, ed
eseguiva uno
strano rito
di contro-magia
capace di
togliere l'eventuale
malocchio
gettato sul
pupo, non
si sa bene
da chi.
Tariffa: uno
scudo d'argento
(all'epoca
= 5 lire)
che a quei
tempi era
una cifra
di tutto rispetto.
Poi venne
la guerra
e il frataccio
spari' dalla
circolazione.
§
30 - STREGHE
OGGI
Nel
secolo ventesimo
il progresso
scientifico
e tecnologico
e' stato tale
da lasciar
presumere
che la stregoneria
in generale
potesse essere
relegata tra
le memorie
del passato.
Invece e'
avvenuto esattamente
il contrario;
limitatamente
alla sola
Europa, l'aumento
delle streghe
e' stato,
a dir poco,
vertiginoso.
Dobbiamo
ora abbandonare
la premessa
del §
02 dove il
termine "strega"
era utilizzato
in senso neutro.
L'enorme sviluppo
degli operatori
di magia ha
visto emergere
prepotentemente
gli uomini,
tanto da rendere
un po' obsoleto
il termine
strega. Oggi
e' piu' corretto
parlare di
maghi e di
maghe.
Questo
non significa
che le streghe
"vecchio
stampo"
siano sparite;
si sono solo
modernizzate,
aggiornando
il loro modo
d'essere e
di operare,
i loro prodotti
e la loro
attivita'
in conformita'
alla domanda
di mercato.
Praticamente
il progresso
della conoscenza
e la diffusione
ad ogni livello
sociale di
una cultura
scientifica
di base non
sono stati
sufficienti
per eliminare
nell'uomo
il "bisogno
di credere",
la "la
necessita'
di una qualsiasi
fede malriposta",
un qualcosa
a cui aggrapparsi
ciecamente
senza tanti
ragionamenti
logici e razionali;
ragionare
resta ancora
un'attivita'
scomoda e
faticosa e
quindi e'
molto piu'
facile abbandonarsi
ad un qualsiasi
credo pre-confezionato
senza porsi
troppi problemi.
In fondo la
religione
e la magia
(che sono
la stessa
cosa) prosperano
nella misura
in cui l'individuo
sente la necessita'
di autoammettere,
inconsciamente,
la propria
stupidita'.
Oltre
a tutto, l'offerta
del mercato
di prodotti
consolatori-illusori
e' notevole
e sostituisce
benissimo
gli analoghi
prodotti,
sorpassati
e sclerotici,
offerti da
una chiesa
ormai decadente
che morde
impotente
il freno di
fronte ad
una concorrenza
sempre piu'
serrata sul
mercato del
divino.
La
situazione
e' precipitata
a partire
dagli anni
settanta quando
Marilyn Ferguson,
riprendendo
le istanze
del '68, ha
pubblicato
il suo manifesto
della New
Age (la nuova
era o, come
qualcuno ha
detto, l'era
della morte
di Dio).
Certamente
l'autrice
non immaginava
di porre in
essere un
enorme calderone
in cui confluiscono,
in una grandiosa
confusione,
tutti quei
movimenti
spirituali,
settari, animistici,
pseudo religiosi
e magici nati
in opposizione
ai culti ufficiali
tradizionali.
Si va dai
dagli antichi
culti della
fertilità
(wicca) a
forme, più
o meno idiote,
di satanismo.
Tornando
alle nostre
streghe, come
le abbiamo
conosciute
nei paragrafi
precedenti,
e' importante
mettere in
evidenza come
la loro arte
ed il loro
modo d'essere
si siano evoluti
in barba ad
un clero massacratore
e certamente
nostalgico
del sentore
di carne bruciata
che emanava
dai roghi.
In particolare:
• L'eta'
media delle
streghe si
aggira, oggi,
sui 35-40
anni.
• Hanno
quasi tutte
una cultura
di livello
medio-superiore
e molte risultano
laureate.
• La
cura del loro
aspetto e
della loro
presenza in
pubblico sono
diventati
fattori essenziali
per l'esercizio
delle arti
magiche, tanto
che molte
vestono abiti
firmati, che
possono permettersi
viste le tariffe
da capogiro
che chiedono
per esercitare
i loro sortilegi.
• Alcune
di loro sono
giovani e
molto belle
al punto che
parecchi uomini
sarebbero
disposti a
siglare un
patto col
Diavolo pur
di trascorrere
con le medesime
qualche movimentata
notte di Valpurga.
• Non
si spalmano
piu' con unguenti
disgustosi;
preferiscono
frequentare
le profumerie
del centro;
pare che la
linea di prodotti
di bellezza
piu' gettonata
sia quella
della Chanel.
• La
vecchia scopa
e' stata relegata
in un angolo
per cui si
recano ai
sabba annuali
in areo, in
treno o in
automobile.
• I
sabba si svolgono
preferibilmente
nelle meeting
rooms di prestigiosi
alberghi a
quattro o
cinque stelle.
•
Al sabba,
dove si discutono
problemi professionali
e di marketing,
il Diavolo
(in profonda
crisi esistenziale)
non si fa
piu' vedere.
• Dai
banchetti
e' stata rigorosamente
esclusa la
carne di neonato-non-battezzato,
preferendo
ad essa cocktails
di gamberetti,
tartine al
salmone, al
caviale, ecc.
• Oggi
nessuna strega
va piu' in
giro a raccogliere
erbe e a procurarsi
certi ingredienti
disgustosi,
come quelli
di §
27. Filtri
d'amore, acque
di luce, sangue
di Giuda,
sangue di
drago, ecc.
sono prodotti
su scala industriale
e possono
essere acquistati
all'ingrosso
presso ditte
specializzate,
scegliendoli
da cataloghi
strettamente
riservati
ai soli operatori
del settore.
• Tutte
le streghe
moderne affermano
di non praticare
la magia nera
e di non gettare
il malocchio,
ma non si
esclude che
cio' possa
essere fatto
in segreto.
In fondo e'
il cliente
che lo chiede
e ....paga!
Tutto questo
per quanto
riguarda le
streghe ancorate
alle tradizioni.
Il mercato
dell'illusione
e' pero' molto
piu' ampio,
diversificato
e, in massima
parte, gestito
da operatori
uomini: i
maghi. Di
questi maghi
molti appaiono
sovente in
televisione
dove, puntualmente,
fanno delle
figuraccie
da sprofondare
sotto terra.
Sono in genere
specialisti
di:
• astrologia
• cartomanzia
• chiromanzia
• divinazione
• occultismo
demoniaco
• occultismo
miracolistico
• panteismo
• pranoterapia
• satanismo
• spiritismo
e necromanzia
• telescrittura
• ufologia
• ecc.
Insomma tutto
quanto puo'
servire per
illudere i
figli di quella
famosa Grande
Madre che
e' sempre
incinta.
In
Italia una
buona parte
degli operatori
magici aderisce
al sindacato
"USAODE-CISL"
che si batte
per l'istituzione
di albi professionali,
regolamentazione
delle tariffe(?),
ricevute fiscali
ed altri problemi
gestionali
sovente in
collisione
con il fisco.
Da
notare che
la "CISL"
e' un sindacato
"cattolico".
Secondo
stime eseguite,
qualche anno
addietro,
dal sindacato
USAODE-CISL,
in Italia
ci sarebbero
circa 150.000
operatori
dell'occulto
(il doppio
dei preti
cattolici
presenti nel
paese) che
servono una
popolazione
di 15 milioni
di clienti,
dei quali
60% donne
e 40% uomini.
Quanto al
livello di
istruzione
dei clienti
si ha:
• 30%
= laureati
• 40%
= diplomati
• 15%
= licenza
media inferiore
• 15%
= licenza
elementare
Gli operatori
realmente
iscritti al
sindacato
sono circa
2000.
La
distribuzione
degli operatori
dell'occulto
sul territorio
nazionale
non e' uniforme.
Si va, secondo
dati Istat:
• da
un massimo
di un mago
ogni 9500
abitanti (Alessandria)
• ad
un minimo
di un mago
ogni 21400
abitanti (Catania)
Il giro di
affari e'
vorticoso
e pare superi
di molte lunghezze
il famigerato
otto per mille
che gli sprovveduti
destinano
annualmente
al Vaticano.
Infine,
stando a quanto
si crede,
le grandi
citta' magiche
europee sarebbero
oggi:
• Lione
• Londra
• Parigi
• Praga
• Stonehenge
• Torino
In particolare,
qualche burlone
ha sparso
la voce che
Torino (uno
dei vertici
del triangolo
magico Torino-Lione-Praga)
abbia un collegamento
diretto con
gli Inferi,
dove soffrono
le anime dei
defunti. L'ingresso
sarebbe situato
sotto il basamento
dell'Obelisco
del Meridiano
(guglia Beccaria),
in piazza
Statuto. A
mezzanotte
in punto,
se accostate
l'orecchio
all'obelisco,
potete ascoltare
i gemiti dei
dannati e
percepire
un vago sentor
di zolfo.
APPENDICE
Gatti
e Demoni
Sin dall'inizio
del cristianesimo
i gatti non
hanno mai
avuto molta
fortuna con
la chiesa.
Specialmente
quelli neri.
Anticamente,
in Egitto
il gatto era
considerato
un animale
quasi sacro.
Chi maltrattava
un gatto poteva
essere punito
con la morte.
Quando un
gatto moriva
i componenti
della famiglia
che lo ospitava
si rasavano
le sopracciglie
in segno di
lutto e, dopo
l'imbalsamazione,
l'animale
veniva inumato
con una cerimonia
di tutto rispetto.
La dea egiziana
Bastet era
raffigurata
con una testa
di gatto.
Sin dai primordi
della civilta'
e' sempre
stata riconosciuta
al gatto la
fondamentale
utilita' di
tenere granai
e magazzini
di derrate
sgombri dai
topi.
Poi venne
il cristianesimo
illuminato
che proclamo',
naturalmente
in nome di
dio, lo sterminio
dei gatti,
definendoli
animali del
demonio.
A dare il
via a questa
santa crociata
fu quell'anima
pia di Gregorio
IX, attorno
agli anni
30 del XIII
secolo, e
da allora
(e ancora
oggi) il domestico
felino, quale
simbolo del
male e del
demonio, ne
ha subite
di tutti i
colori:
• durante
la caccia
alle streghe
molti vennero
atrocemente
torturati
e gettati
sul rogo con
la loro padrona;
• per
secoli, il
24 Giugno
che, in molti
paesi d'Europa,
era considerato
la festa delle
streghe, migliaia
di gatti vennero:
o gettati
vivi dai campanili
delle chiese
o rinchiusi
in gabbie
ed arrostiti
a fuoco lento
sulle pubbliche
piazze
o scorticati
vivi
o uccisi a
bastonate;
• lo
stesso accadeva
il martedi
grasso, prima
delle ceneri,
e in altre
"sante"
manifestazioni
religiose;
• molti
venivano seppelliti
vivi nelle
fondamenta
delle case
per favorire
una "maggiore
solidita'
del muri";
• si
uccidevano
gatti dopo
la mietitura
come buon
auspicio per
i raccolti
futuri;
• oppure,
con il fumo
di una gatto
bruciato vivo,
si affumicava
il bestiame
per preservarlo
dalla moria;
• un
pizzico di
cenere di
gatto sparso
in casa, favoriva
il benessere
e la felicita';
• infine,
forte della
bolla di Gregorio
IX, ogni cristiano
poteva acquistare
speciali meriti
agli occhi
di dio torturando
atrocemente
e poi uccidendo
qualsiasi
malcapitato
felino.
Ancora oggi
a Ypres (Francia),
il 24 Giugno
si usa gettare
i gatti da
una torre;
i gatti oggi
sono cambiati,
vengono confezionati
in stoffa,
ma quella
che non e'
mutata e'
l'ancestrale
imbecillita'
di quelli
che si dedicano
a questo "sport"
sotto lo sguardo
compiaciuto
ed indulgente
della pretaglia
locale.
________________________________________
Le
regole d'oro
di Eymerich
Nicolau Eymerich
era uno che
si preoccupava
particolarmente
della forma.
Nel suo manuale
(Rif. 165)
stabilisce
delle regole
precise su
come e quando
(praticamente
sempre) applicare
la tortura
mediante strappi
di corda.
• 1
- Si tortura
l'accusato
che vacilla
nelle risposte,
affermando
ora una cosa,
ora il contrario,
ma sempre
negando i
capi di accusa
piu' importanti.
Si presume
in tal caso
che l'accusato
nasconda la
verita' e
che incalzato
dagli inquirenti,
si contraddica.
Qualora negasse
una volta
e poi si confessasse
e pentisse
verrebbe considerato
come un eretico
penitente
e quindi condannato.
• 2
- Sara' torturato
l'accusato
che abbia
contro anche
un solo testimone.
La pubblica
nomea ed un
testimone
costituiscono
insieme una
mezza prova,
cosa del tutto
naturale dal
momento che
una sola testimonianza
vale di per
se' come un
indizio. La
regola testis
unus, testis
nullus vale
per la condanna
ma non per
la presunzione.
Una sola testimonianza
a carico e'
dunque sufficiente,
anche se la
testimonianza
di uno solo
non ha la
stessa forza
di un giudizio
civile.
• 3
- L'accusato
contro il
quale sussistono
uno o piu'
indizi gravi
deve essere
torturato.
Il sospetto
piu' gli indizi
non sono sufficienti.
Per i preti
basta il sospetto
(ma solo i
preti infami
saranno torturati).
In questo
caso sussistono
numerose e
sufficienti
condizioni.
• 4
- Sara' torturato
l'accusato
contro il
quale deporra'
un solo testimone
in materia
di eresia
e contro il
quale si abbiano
indizi veementi
e violenti.
• 5
- Il sospettato
contro il
quale esistono
piu' indizi
veementi o
violenti verra'
torturato
anche se non
si hanno testimoni
a carico.
• 6
- Quindi a
maggior ragione
si dovra'
torturare
colui che,
a somiglianza
del precedente,
avra' contro
di se la deposizione
di un testimone.
• 7
- Il sospettato
contro cui
si ha solo
diffamazione
o un solo
testimone
o un solo
indizio non
verra' torturato
perche' una
di queste
condizioni
da sola non
basta per
procedere
alla tortura.
________________________________________
Madame
Voisin
Accadde a
Parigi nel
1679-1680.
La Marchesa
di Montespan
e' costretta
a lasciare
la sua prestigiosa
posizione
a Versailles.
Amante di
Luigi XIV
dal 1667 al
1679 (undici
anni, un record),
periodo durante
il quale regalo'
al Re Sole
ben 8 figli,
ha dovuto
cedere il
posto ad altra
concorrente
piu' giovane
ed avvenente.
La
Marchesa pero'
non si da'
pace e cerca
disperatamente
qualsiasi
artificio
per poter
riconquistare
il favore
del re.
Viene cosi'
in contatto
con una celebre
strega parigina
di quei tempi,
Madame Voisin
e con un certo
Abate Guilbourg
(prete regolarmente
ordinato),
noto negli
ambienti della
Corte per
certe sue
stranezze
tra le quali
quella di
officiare,
in gran segreto,
messe nere
che poi in
realta' si
concludono
in orgie sfrenate
per il diletto
dei nobili
partecipanti.
I
due convincono
la Montespan
che solo l'intervento
del Diavolo
potrebbe favorire
il ritorno
della Marchesa
nell'alcova
del re e decidono
di invocare
il suo aiuto
con un'adeguata
serie di messe
nere.
La celebrazione
in questione,
secondo un
rito inventato
dallo stesso
abate, prevedeva:
• un
altare costituito
dal corpo
nudo della
Montespan
disteso su
un tavolaccio
• calice
ed ostensorio
sistemati
tra le gambe
e sul pube
della Marchesa
• ostie
impastate
con materiali
innominabili
e consacrate
dall'officiante
con inedite
bestemmie
• recitazione
della messa
al contrario,
dall'Ite missa
est all'Introibo....
• benedizione
eseguita con
sangue di
animali domestici
sacrificati
al momento
o con sperma
umano (o,
come alcuni
sostengono,
con sangue
di bambini
sacrificati
ai demoni
Astaroth e
Asmodeo)
• conclusione
del rito con
un bacio osceno
del celebrante
alla postulante.
Divenuta la
cosa di pubblico
dominio, la
Corte ordino'
un processo
che fece scandalo
in tutta l'Europa
e che si concluse
con:
• la
condanna della
Montespan
al confino
perpetuo nella
sua tenuta
di Bourbon-L'Archambaut,
dove mori'
nel 1707,
all'eta' di
67 anni
• la
condanna al
rogo della
Voisin che
venne eseguita
il 22 Febbraio
1680 sulla
Place de Grève
di Parigi
• la
condanna del
Guilbourg
ad essere
murato vivo
nella cella
di un convento.
Alcuni autori
pero' nutrono
dubbi sulla
vera sorte
del singolare
abate.
________________________________________
L'Isola
di Man
Ancora oggi,
ed esattamente
nella notte
tra il 2 ed
il 3 Febbraio,
le streghe
accorrono,
da tutte le
parti del
mondo, ad
un grandioso
sabba sull'Isola
di Man, situata
tra l'Inghilterra
e l'Irlanda.
Su questa
isola, in
localita'
Witches Mill,
esiste uno
dei piu' importanti
musei delle
streghe. Pare
che le streghe
partecipino
al sabba incarnandosi
nei molti
gatti senza
coda che popolano
l'isola.
Comunque il
locale ...Ente
per il Turismo
puo' dare
molte informazioni
in proposito.
________________________________________
Padrone
e cavallo
In Scozia
nel 1600 un
tribunale
mando' al
rogo un allevatore
ed il rispettivo
cavallo. Il
tapino venne
accusato di
praticare
la magia perche'
aveva insegnato
al suo cavallo
a fare la
riverenza,
piegato sulle
zampe anteriori.
________________________________________
Quelle
di Triora
Gerolamo del
Pozzo, inquisitore
di Triora
(Albenga),
nell'autunno
del 1588,
prima di dare
inizio al
processo,
tenne una
strepitosa
predica per
"preparare"
il pubblico
all'evento.
Nel corso
di tanto sermone
affermo' che
le streghe
sotto accusa,
tra le altre
cose:
• giocavano
a palla con
bambini appena
nati
• facevano
rivivere i
morti
• preparavano
filtri d'amore
e d'odio con
cadaveri putrefatti
• facevano
uscire dalle
loro vulve
bruchi, cavallette
e topi per
devastare
i raccolti
• orinavano
sull'ostia
sacra
• ed
altre vaccate
del genere.
(Sui fatti
di Triora
vedere su
questo sito
Triora, la
Salem d'Italia)
________________________________________
Riconquistare
il marito
infedele
Sortilegio
abbastanza
laborioso
da eseguire
ma di sicuro
effetto, come
ebbe ad affermare
la strega
Gabrina durante
il processo
a suo carico,
celebrato
a Reggio Emilia
nel 1375.
La Gabrina
non fini'
sul rogo;
venne "solo
marchiata
a fuoco ed
ebbe la lingua
amputata".
La moglie
deve strapparsi
alcuni peli
del pube,
aggiungerli
a qualche
frammento
d'unghia del
marito e poi
porre il tutto
dentro il
cuore di una
gallina nera.
La donna deve
poi infilarsi
il cuore della
gallina nella
vagina e,
tenendo in
mano una candela
benedetta
accesa, fare
nove passi.
Alla fine
si trita finemente
il tutto e
lo si mescola
a qualche
pietanza da
servire al
marito fedifrago.
________________________________________
Tiratore
scelto
In Inghilterra,
ai tempi di
Maria la Sanguinaria,
un arciere
di eccezionale
bravura nel
centrare i
suoi bersagli,
e' finito
sul rogo in
quanto accusato
di aver acquistato
la sua abilita'
con un patto
col Diavolo.
________________________________________
S.
Carlo Borromeo
Non e' stato
un cacciatore
di streghe
in senso stretto,
ma un accanito
...tifoso.
Incoraggiò
i gesuiti
nella loro
opera di purificazione
del mondo,
promuovendo
e plaudendo
ai mumerosi
processi ed
alle esecuzioni
della Valle
Mesolcina.
In questa
occasione
vennero tenuti
162 processi
conclusi con
12 esecuzioni,
nel corso
delle quali
le streghe
vennero bruciate
vive, legate
a testa in
giù
al palo del
rogo. Una
singolare
variante ai
tradizionali
sistemi.
________________________________________
Keplero
Nella seconda
meta' del
1600, nel
villaggio
di Gorlingen
(Leonberg),
la vedova
Katharina
Keplero, madre
di Giovanni
Keplero, e'
stata per
lunghi anni
sospettata
e perseguitata
per stregoneria
a causa della
sua opera
di guaritrice.
Non e' mai
stata condannata.
________________________________________
SENTENZA
DEL 16 NOVEMBRE
1632
Archivio di
Stato di Lucerna-Fascicolo
COD. 4545
Nel
mese di settembre
ultimo scorso
il signor
tenente colonnello
Ludwig Am
Rin, cavaliere,
attualmente
balivo del
territorio
dell'Entlibuch,
ha appreso
che una bambina
di nome Cathrin
Schmidlin
di anni 11,
nata a Roomos,
si era vantata
in due luoghi
differenti
di essere
capace di
fare piccoli
uccelli. Si
e' poi anche
detta disposta
a provarlo
dinanzi a
persone onorate.
Quando non
vi e' riuscita,
si e' giustificata
spiegando
di poterlo
fare solamente
da sola e
di notte,
perche' un
piccolo ragazzo
nero e malvagio,
che era venuto
spesso a trovarla,
le aveva proibito
di fare uccellini
quando la
gente poteva
vederla. Dopo
di che e'
stata tradotta
in carcere,
dove e' stata
interrogata
con ogni severita'
sui menzionati
indicia dal
signor magistrato
municipale
Mooren e da
altre persone
appositamente
incaricate.
In presenza
del signor
magistrato
municipale
e dello scrivano
essa ha ripetuto
di poter fare,
se vi si fosse
dedicata con
fermo proposito,
uccelli muniti
d'occhi, cuore
e vitalita'.
Ha aggiunto
che, quando
e' sola, ne
risultano
uccelli di
varie specie,
che becchettano
sul suolo
e svolazzano,
e che ha appreso
il modo di
farlo da un
ragazzo malvagio
di nome Blundtsch,
il quale la
chiama Fighetta
Stracciona.
Item
il ragazzo,
quando e'
venuto da
lei nella
torre, le
ha promesso
di farle fare
uccelli davanti
ai signori,
ordinandole
pero' di giurare
di non pregare
e di non mangiare
il pane sacro.
Item
il ragazzo
l'aveva solleticata
nella natura
segreta con
il membro,
che essa ha
visto e le
e' molto piaciuto
e l'ha spudoratamente
toccato in
tutta la sua
dimensione.
Item
il Blundtsch
l'ha spesso
solleticata
nel modo descritto
anche nella
torre, nella
quale essa
e' stata poi
ripetutamente
trovata completamente
sconciata.
Item
il soggetto
addetto alla
sorveglianza
ha udito lo
spirito malvagio,
la cui presenza
e' sta spesso
avvertita
nella torre,
parlare tre
volte con
la bambina,
in un linguaggio
che pero'
non ha capito
e che pareva
meridionale.
La bambina
non ha voluto
rivelare di
che cosa le
aveva parlato.
Il ragazzo
usciva sempre
con strepito
e chiasso
da una mezza
finestra,
lasciando
un puzzo cosi'
orribile che
il soggetto
ha pensato
di dover cadere
privo di forze.
Item
dice la bambina
che il ragazzo
e' grande
come la stanza
e che tuttavia
puo' entrare
ugualmente
dalla finestra;
dice inoltre
che spazza
la paglia
sotto il tavolo
fino a farla
piccola e
poi sparire.
Item appare
a volte come
un mostro
dagli occhi
molto infuocati.
Quando e'
stanca di
lui si fa
il segno della
croce, innanzi
al quale quello
se ne fugge.
Item
a riprova
che il ragazzo
sa tutto,
il soggetto
addetto alla
sorveglianza
denuncia che
il chierico
venuto con
padre Wolfgang
l'ha diffidata
dal picchiare
le bambina
e dal trattarla
con male parole.
Sebbene di
cio' si fosse
parlato soltanto
di sotto,
nella sala,
la bambina
sopra nella
torre lo sapeva
e gliel'ha
rinfacciato,
dicendole
che non poteva
picchiarla
perche' il
chierico del
lungo Wolfang
glielo aveva
vietato.
Item
si sono accoppiati,
che lei voleva
sentirlo e
il Blundtsch
doveva entrare
dentro di
lei.
Item
il soggetto
si lamenta
della grande
malvagita'
della bambina,
che l'investe
con epiteti
molto volgari
e non cristiani,
bestemmie
e scongiuri,
e che a questo
si volge maggiormente
dopo che si
sono congedati
da lei i sacerdoti,
ai quali essa
dice sempre
si si, salvo
poi comportarsi
in quel modo
miserabile.
Oggi 16 novembre
1632 gli onorevoli
podesta' consiglieri
e loro seguito,
constatato
che non vi
era da sperare
in alcun miglioramento
della bambina,
l'hanno fatta
strangolare
nella torre
ma senza toglierle
la vita (?),
l'hanno racchiusa
in un sacco,
condotta al
patibolo perche'
fosse bruciata
e ridotta
in cenere
assieme a
Brigitta Testacanuta,
che a sua
volta doveva
quel giorno
essere giustiziata
e bruciata.
________________________________________
ESTRATTO DAGLI
ATTI GIUDIZIARI
DEL 27 NOVEMBRE
1662
Documento
conservato
nell'Archivio
principale
di Stato di
Stoccarda
- Libro 166,
volume 9.
Il
di 27 del
mese di novembre
dell'anno
1662 nella
foresta, con
discrezione
(onde prevenire
le solite
pusillanimita'
e i conseguenti
perigli per
l'anime) sono
stati messi
a morte con
la spada Isau
e Maria, figli
dei Lehner
di Dürnau.
Ricevuta la
denuncia,
sono stati
ritenuti colpevolo
di orribili
e reiterate
malefatte
commesse con
compiacimento,
rinnegando
la divina
maesta' di
Cristo, la
sua veneranda
madre e tutti
i santi. Devoti
del nemico
maligno, hanno
vergognosamente
disonorato
l'ostie consacrate,
copulato -
la condannata
- innumeri
volte col
nemico maligno,
e commesso
tra di loro
libidinoso
incesto.
In accoglimento
di una intercessione,
sono stati
tumulati nella
tomba dei
bambini innocenti.
1.
Isau Lehner,
all'incirca
d'anni 12
o forse 13,
dopo aver
recitato il
Padrenostro,
l'Avemaria
e il Credo,
ed essersi
anche fatto
il segno della
croce, e'
stato molto
benignamente
interrogato
se egli avesse
avuto un buon
padre. Ha
detto di no
e, alla richiesta
di spiegare
il perche',
ha risposto:
perche' cosi'.
Ha dichiarato
di avere unto
con una pomata
nera, ricevuta
dal nemico
maligno, cavalli
ed altro bestiame
della gente,
uccidendoli.
Quegli gli
ha insegnato
anche ogni
altra specie
di maleficio,
e cioe' per
lo piu' a
produrre nebbie,
gelate, tuoni
e grandine.
Doveva fare
un cerchio,
ungere un
bastone con
una pomata,
anche sopra,
e avvolgerlo
sotto uno
straccio (tutte
cose che aveva
ricevuto dal
demonio),
passarlo attorno
al cerchio,
e allora venivano
insetti, pulci,
brine, nebbie,
tuoni, grandine
e mille altre
diavolerie.
Cosi' vede
subito compiuto
cio' che desidera.
Il diavolo
gli ha tolto
ogni volta
il bastone
perche' non
fosse rinvenuto
presso di
lui e quindi
perche' non
lo si punisse.
2.
Dichiara che
inizialmente
il diavolo
e' venuto
da lui nelle
sembianze
d'una ragazzina
grande come
la sua sorellina,
senza piede
caprino, che
gli e' sembrato
molto bello,
e che solo
in seguito
ha notato
che era invece
molto brutto,
con corna
sulla testa,
piede caprino,
artigli e
una lunga
coda; gli
ha dato un
bastone unitamente
a uno straccio
e a una pomata,
di modo che
potesse fare
le sopraspecificate
nebbie, e
gelate, ragni,
pulci, tuoni
e grandine.
Poi gli ha
dato due pallottoline,
l'una delle
quali bianca
e l'altra
verde, non
molto dure,
dolce l'una
ma l'altra
molto amara.
Dopo averle
mangiate,
ha dovuto
vomitare.
3.
Incitato dal
laido demonio,
ha orinato
e defecato
nell'acqua
benedetta.
Sua amante
e' una ragazza
di nome Schindele,
divenuta sua
druda a Dürnau.
Se le avesse
promesso di
non farle
alcunche'
di buono,
l'avrebbe
condotto in
un bel luogo.
L'amante indossa
una giacca
nera, con
corna sulla
testa, ha
una coda lunga
e sottile
come quella
di una mucca,
ma non al
punto di toccare
il suolo e
i piedi caprini.
Gli ha anche
fatto il segno
sul braccio
sinistro;
l'ha esibito
ed e' apparso
giallastro.
Questo segno
il diavolo
gli ha fatto
per poterlo
distinguere
dagli altri.
Il diavolo
gli ha intimato
di uccidere
se stesso,
e anche di
paralizzare
persone e
animali, di
dar fuoco
a case e compiere
ogni male
e, perche'
potesse uccidersi,
gli ha dato
un coltello.
4.
Ribadisce
che, ogni
volta che
il diavolo
e' venuto
da lui, la
notte successiva
egli e' immancabilmente
uscito dalla
prigione.
Ha vagabondato
con il diavolo
e compiuto
con lui innumerevoli
volte la maledetta
lascivia.
L'amante che
aveva i peli
neri, l'ha
toccato e
[Emembrum
una cum emissione
seminis immittiret].
Il membro
del suo amante
e' freddo,
ma il seme
caldo, un
po' piu' denso
dell'acqua,
e tutto questo
egli fa spesso
con lui di
notte. Poi
dormono, pero'
di mattina
quello se
ne va promettendogli
di tornare
presto. Il
suo amante
ha anche fatto
cose come
quelle dell'altra
gente [ubera
eius intelligens],
che sono dure
e con peli
neri. Inoltre
ha voluto
compiere con
lui lascivia
[a posterioribus].
Ma poiche'
il suo membro
era troppo
corto, non
vi e' riuscito.....
7. Quando
faceva insetti,
pulci, tuoni
e grandine,
non poteva
arrecare danno
a luoghi benedetti
o aspersi
d'acqua santa.
il nemico
maligno ha
anche spesso
voluto che
gettasse dalla
finestra cose
che gli aveva
dato, perche'
la gente le
calpestasse
e ne fosse
azzoppata
e paralizzata.
Non e' pero'
mai riuscito
ad arrecare
danno ad animali
o a persone.
A suo padre
ha tuttavia
paralizzato
varie pecore
e maiali.
8.
Si e' anche
ripetutamente
accoppiato
con la sorella
e ha quindi
commesso [profente
diabolo et
arridente]
con lei molte
volte l'incesto.
Dichiara che
la prima volta
[propter angustiam
vulvae] non
e' riuscito
a penetrarla.
Ora pero'
e' piu' larga,
tanto da potervi
compiere lascivia,
anche emettere
il seme, e
dice che ha
preso la sorella
nella parte
calda e anche
analiter,
proprio come
l'amante diavolo,
solo che con
la ragazza
gli piace
di piu' che
con il diavolo....
1.
Maria Lehner,
figlia del
suddito Abraham
Lehner, nata
a Dürnau,
d'eta' fra
i 14 e 13
anni. Nega
su domanda
che il nemico
maligno venga
ancora da
lei, poiche'
adesso prega
devotamente
e si fa giornalmente
il segno della
croce. La
prima volta
il diavolo
e' venuto
da lei a Cannzach
mentre portava
al pascolo
il cavallo
di Hanss Christa,
si e' accoppiato
con lei [immisso
dactilo in
magnitudine
unii-is digiti]
e lei ne ha
tratto bel
godimento,
e ha orinato
dentro di
lei [immissio
ad seminis
rutans]. Prima
pero' le aveva
dato una pallottolina
che era molto
amara, tanto
che aveva
dovuto vomitare.
Inoltre le
aveva dato
una pillolina
che lei si
era dovuta
introdurre
nell'organo
femminile,
tuttavia non
sa se poi
e' uscita
di nuovo oppure
no.
2.
Confessa che
il diavolo
e' venuto
da lei anche
ieri sera,
prima che
le si portasse
da mangiare,
comunicandole
che la si
sarebbe interrogata
ed esaminata
quest'oggi,
ma che se
avesse confessato
qualcosa le
avrebbero
tagliata la
testa e l'avrebbero
bruciata.
Dice che egli
e' piu' santo
di dio, che
sa tutto;
che il suo
amante e'
maschio, quello
del fratello
una ragazza;
che entrambi
li vedono
benissimo
e si chiamano
Schindele.
Proprio all'inizio,
a Cannzach,
su un prato,
il diavolo
le ha tolto
sangue dalla
mano e da
un braccio
mettendolo
in una ciotola
di stagno,
spiegando
che gli serviva
per scrivere.
Poi ha detto
che lei doveva
rinnegare
Dio e tutti
i santi, e
che il suo
dio era adesso
il diavolo.
E cosi' lei
ha rinnegato
Dio, la sua
reverenda
madre, i santi
apostoli e
il santo angelo
custode, dicendo
cosi: io rinnego
colui che
e' in cielo
(perche' il
diavolo non
le ha permesso
di chiamare
Dio per nome),
sua madre,
i santi apostoli
e l'angelo
custode nel
nome di mille
diavoli. Assieme
a suo fratello,
per ordine
del diavolo
ha anche orinato
nell'acqua
santa. Indi
il maligno
le ha detto
di rovesciare
quell'acqua
santa e di
aspergersi
con essa perche'
sarebbe migliore
dell'altra....
4.
Il suo amante
le ha anche
spalmato un
unguento su
due punti
del fianco
sinistro,
dopo di che
le si sono
aperti due
buchi nel
corpo che
le hanno fatto
molto male
prima di guarire
finalmente.
Ha esibito
i segni, di
parvenza bianca.
Il diavolo
le ha detto
che doveva
segnarla,
cosi' da poterla
distinguere
da altre persone.
5.
Il suo amante
viene due
o tre volte
alla settimana,
compie atti
lascivi con
lei, si accoppia
con lei e,
dopo essersi
con lei giaciuto,
dorme fino
all'alba quando,
all'ora della
preghiera,
egli vola
di nuovo via.
Inoltre e'
piu' volte
giaciuto con
lei il fratellino,
la prima volta
mentre guardavano
le oche e
il maiale
su un campo
dalle parti
di Rùedlingen,
vicino a un
bosco [profente
et gaudente
diabolo],
compiendo
con esso incesto,
e ben piu'
volte di quante
sono menzionate
nel precedente
protocollo.
Le piaceva
molto di piu'
quando suo
fratello si
univa a lei
di quando
lo faceva
il diavolo.
Il diavolo
si e' accoppiato
con lei anche
una volta
che perdeva
sangue.
8.
E' stata piu'
volte col
padre e il
fratello sull'Heùberg,
volando su
bastoni unti
con una pomata
nera: non
troppo alti
dal suolo,
e il diavolo
sedeva dietro
di lei. Sull'Heùberg
sono poi convenute
molte persone,
uomini, donne
e bambini,
anche musici
con zampogne
e violini.
Indi hanno
mangiato e
bevuto, carne
e altri cibi
oltre al pane,
e il vino
era rosso.
Quando brindavano,
lo favevano
nel nome del
diavolo. Ballavano
e saltavano,
si accoppiavano
ciascuno con
il suo diavolo,
le ragazze
stando sotto
e i ragazzi
sopra. A capotavola
era seduto
in poltrona
un vecchio
diavolo di
nome Lucifero,
che sollecitava
tutti perche'
mangiassero
e bevessero
a sazieta'
e fossero
allegri.....
............................
............................
________________________________________
RIFERIMENTI
100 - APULEIO
L. - L'asino
d'oro
105 - ARTICIOC
- Note e commenti
110 - BATTISTI
G.E. - La
civilta' delle
streghe
115 - BOCCACCIO
G. - Decameron
(Giornata
I-Introduzione)
120 - BONOMO
G. - Caccia
alle streghe
130 - BOLZONI
F. - Le streghe
in Italia
140 - CLARK
A.J. - Appendice
V - Su Rif.
270
150 - DE ANGELIS
V. - Il libro
nero della
caccia alle
streghe
160 - DE ANGELIS
V. - Le streghe
165 - EYMERICH
N. - Directorium
Inquisitorum
170 - FOGLIA
S. - Streghe
180 - FRASER
J.G. - Il
ramo d'oro
190 - GARDNER
G. - Witchcraft
today
200 - GINZBURG
C. -Stregoneria,
magia e superstizione
in Europa
tra Medioevo
ed Eta' moderna
210 - GINZBURG
C. - I benandanti.
Stregoneria
e culti agrari
tra '500 e
'600
220 - GINZBURG
C. - Storia
notturna.
Una decifrazione
del sabba
230 - HASLER
E. - La strega
bambina
240 - LEVACK
B.P. - La
caccia alle
streghe in
Europa - 2006
245 - LLORENTE
J.A. - Historia
critica de
la Inquisicíon
- Parigi 1822
250 - MICHELET
J. - La sorcière
260 - MURRAY
M. - Il Dio
delle streghe
270 - MURRAY
M. - Le streghe
nell'Europa
occidentale
280 - PAVESE
A. - Grande
inchiesta
sulla magia
in Italia
290 - PIOBB
P. - Formulario
di alta magia
300 - SELIGMAN
K. - Lo specchio
della magia
305 - SOLDAN-NEPPE
- Geschichte
der Exenprozess
310 - SPRENGER-KRAMER
- Il martello
delle streghe
(Malleus Maleficarum)
315 - VIVAN
I. - La caccia
alle streghe
nell'America
Puritana
320 - VOLTAIRE
- Dizionario
filosofico
HOMEPAGE
CATALOGO
Many
Blessings
Temple of
Diana